03/03/2015 Episodi della storia di Alessandria dal Risorgimento all'unità d'Italia

Episodi della Storia di Alessandria dal Risorgimento all’unità d’Italia.

 

Anche ad Alessandria la restaurazione post 1814 era stata, da parte dei Savoia, più ottusa che violenta . Da qui le radici dei moti che si svilupparono in Città dal 6 marzo all’11 Aprile 1821: un piccolo numero di militari, si impadronirono della cittadella senza colpo ferire, ne aprirono la porta abbassaro­no il ponte levatoio. Ciò consentì l’ingresso dalla città di grup­pi di borghesi armati, a capo dei quali vi erano quei personaggi, che con i militari, subito dopo diedero vita alla locale giunta provvisoria di governo. Formata da Urbano  Rattazzi senior, padre del ben più noto ministro del regno, Appiani, Giovanni Dossena, Fortunato Luzzi e dai militari Luigi Baronis, Carlo Bianco di Saint-Joroz.

La mattina seguente, 10 marzo, passato il trambusto notturno, la situazione appar­ve più chiara: asserragliati nella cittadella stavano gli insorti, con l’appoggio di gran parte della brigata Genova ivi di presi­dio e di circa i due terzi di tutti i Dragoni del Re presenti in città; tra le fortificazioni urbane vi era invece la brigata Savoia, che aveva rifiutato di aderire all’insurrezione a cui la spingeva­no alcuni suoi ufficiali, insieme al governatore militare della città e provincia, incerto sul da fare anche perché lasciato sen­za istruzioni dalla capitale. L’11 marzo la giunta provvisoria di Alessandria sciolse l’amministrazione comunale, ma non rin­novò contestualmente il consiglio municipale, che rimase quello di precedente, ostile al moto considerato un’avventura sconsiderata.

La situazione era confusa, con Alessandria erano insorte Biella, Ivrea e Genova ma dopo l’abdicazione di Vittorio Emanuele I e la reggenza di Carlo Alberto, si organizzarono le contromisure.
Il 4 aprile le truppe insorte partirono da Alessandria per scontrarsi a Novara con le truppe fedeli ai Savoia, dopo una breve scaramuccia fuori Novara, gli insorti circa 9000 nella totale confusione e allo sbando, rientrarono rapidamente ad Alessandria inseguiti dai lealisti comandati da Carlo Alberto.

L’11 Aprile tutto finì anche ad Alessandria e i capi dell’insurrezione consegnarono la città all’amministrazione civica e fuggirono verso l’esilio.

 

 

 

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