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07-07-11 argomenti recenti su Forum Alessandria
06/07/11 Argomenti attivi su Forum Alessandria
RIFLESSIONI DA FORUM N. 11 - Giovedì 23/04/2009

Sezione: Tempo Libero
Argomento: Qualcuno ha ancora del tempo libero?
Non è il caso di scomodare fior di psicologi di turno per ricordarci che ai tempi dei vecchi padri, il solo fatto di vivere in una piccola comunità senza altro divertimento che le annuali fiere di paese era garanzia di reale comunione tra simili: a partire dalle famiglie numerose che sedevano al desco in massa, passando per visite di cortesia a vecchi zii e pie donne dalla tazza di tè sempre pronta, per finire le sere seduti sulla paglia di stalla, a tramandar di bocca in bocca le piccole, grandi vicende di tutti. Momenti di noia interminabile, forse, ma anche di minuscole gioie improvvise, gioie per nulla dopo stagioni realmente massacranti. Una volta, alla faccia delle otto ore canoniche, la giornata era impiegata a mandare avanti mestieri che, privi di moderne strumentazioni – nessun irrigatore automatico nei campi, nessuna macchina da scrivere negli uffici – erano autentica avventura. Tirare su famiglie di minimo tre figli, cucinare senza il microonde, lavare senza bianco che più bianco non si può, passare lo straccio per terra senza il becco di un aspirapolvere sotto il letto era la prassi per ogni donna che avesse appena superato l’adolescenza.
Oggi, cosa non ha inventato l’uomo per semplificare qualunque mansione e poter così guadagnare tempo per se stesso, la propria famiglia, i propri hobby? Forse non esiste ancora chi possa aprire un cassetto al posto nostro per riporre l’ultima pratica della giornata, mentre la testa è già al bar con gli amici dell’aperitivo… E se anche fosse, servirebbe a migliorare la qualità della nostra esistenza se, appena messo piede in camera, la prima cosa che facciamo è quella di accendere il PC e ipnotizzarci davanti allo schermo per scoprire chi ci ha tirato una palla di neve virtuale? Decenni di invenzioni per liberarci almeno in parte dalla schiavitù del lavoro; ed eccoci piombati in una schiavitù ben più temibile. Perché l’ufficio chiude, il negozio anche, ma internet flat funziona 24 ore su 24. Così addio alla lettura di quel libro che da mesi attende sul comodino, addio alla visione di quel film d’autore che l’amica del cuore voleva vedere con te, addio alla birra del venerdì. Fino a questo punto?
No. So che, per fortuna, esistono sulla faccia della terra saggi individui non avvelenati dal mezzo informatico… e questi saggi non vivono nell’altro emisfero. Sono colleghi, parenti, figli che ci ricordano, ogni tanto, di pensare anche a loro. Magari con la tradizionale citofonata di una volta, con la voce gracchiante dall’altro capo del filo che ci invita a un gelato in centro, che tanto il tempo fuori è caldo, è ancora pulito, è per noi. Io, sia come sia, non rinuncio mai a un caffè in Corso Roma, magari in un tranquillo sabato pomeriggio di passi pigri con gli amici di sempre.
Abbiamo bisogno di voi e… la sottoscritta ha bisogno di materiale su cui sfogarsi!
RIFLESSIONI DA FORUM N. 10 – Mercoledì 08/04/2009

Sezione: Confrontiamo i prezzi
Argomento: Offerte al supermercato
BlogAL ne è consapevole, e con esso Alessandro che il 22/10/2008 ha avviato un interessante argomento di confronto: quali sono, ad Alessandria, i supermercati più convenienti? Un valido passaparola tra gli utenti, che indubbiamente aiuterebbe non poche famiglie a districarsi nella giungla dei cosiddetti affaroni della settimana. Al grido di: “Lo sappiamo tutti quanto costa cara la vita oggi!”, quanto mai condivisibile, Ale sprona i visitatori del forum a raccontare le proprie esperienze con gli acquisti di alimenti e generi di prima necessità, citando senza alcuna remora i negozi che offrono una buona scelta di prodotti a prezzi contenuti.
Inutile dirlo: l’invito a vuotare il sacco e ad essere solidali di portafoglio con i compagni di crisi attira numerosi interventi. Il primo punto vendita ad essere citato da Leorob è, comprensibilmente, un discount, che tuttavia non offre un eccellente rapporto qualità-prezzo. Come viene sottolineato, è poi noto che alcuni iper hanno il loro punto di forza nella fornitura di verdura e non di carne; in altri, viceversa; in altri ancora, la qualità viene fatta pagare a peso d’oro… E a questo punto, è chiaro come il passaparola imbastito nel forum abbia un duplice obbiettivo: quello di informare i consumatori sui supermercati locali più convenienti, e quello di spingere gli stessi supermercati a migliorare l’offerta della merce, sulla base delle informazioni positive o negative divulgate dagli utenti che, come sappiamo, hanno il borsello dalla parte del manico – pardon, della cerniera. Non è certo possibile, come un ospite sottolinea, incolpare commessi e direttori della qualità della distribuzione; ma fare luce sulle realtà commerciali di zona può ragguagliare anche l’acquirente più sprovveduto.
Con lo scorrere dei giorni, arrivano notizie fresche – a differenza della frutta spacciata in certi punti vendita: meglio non acquistare il dato prodotto nel dato negozio, in quel posto vige la politica del 15% di sconto una volta alla settimana, un giro in periferia ed ecco la verdura a € 1 al chilo… La cosa migliore da fare, come suggerisce Alessandro il diabolico, sarebbe comparare accuratamente tutti i prezzi delle offerte strillate nei vari supermercati; solo allora potremmo vedere sulla carta il reale risparmio ottenuto nel servirsi da un discount piuttosto che da un iper. Peccato che non sia facile ottenere una qualsivoglia lista prezzi per il dovuto confronto; meglio allora rimboccarsi le maniche e preparare un paragone delle offerte volantino, quelle che ogni giorno intasano la nostra cassetta delle lettere… Basta accendere il PC e mettersi di buona lena a inserire in un documento vuoto tutti i dati raccolti. Chi si offre volontario?
Benritrovati a tutti i lettori di BlogAL! Dopo la dovuta pausa mensile, causa preparativi Festa di BlogAL 2009, ritorna la rassegna delle riflessioni che gli argomenti discussi nel forum mi suscitano. Spero di invogliarvi in tal modo a partecipare ai “topic” e dare il via a momenti di confronto intelligenti e mai urlati.
RIFLESSIONI DA FORUM N. 9 - Domenica 08/03/2009

Argomento: Patrimonio artistico alessandrino: il Tinaio degli Umiliati

Ieri pomeriggio, io e i miei compagni d’avventura ci siamo recati al Tinaio degli Umiliati, storico cortile – termine un po’ riduttivo – in via Lumelli mirabilmente restaurato non molto tempo fa. Occasione della visita: una mostra di fotografia dell’artista Isabel Lima organizzata nell’ambito della Settimana delle Pari Opportunità per la Festa della Donna e ospitata proprio da una sala che si apre su un lato interno dello storico complesso. Chiuso. Proprio così: giunti in via Lumelli, ci siamo trovati di fronte alla sgradevole sorpresa di un bel cancello sbarrato di fronte, che impediva l’accesso al cortile. Purtroppo, spiace dirlo, non era la prima volta.
L’estate scorsa, quando la città ha ospitato la mostra fotografica “Shapes of Time”, uno dei luoghi espositivi indicati nel programma era proprio il Tinaio degli Umiliati. Arrivati in perfetto orario e nei giorni previsti – come da informazioni sullo stesso sito Internet del Comune – ci siamo trovati di fronte alla stessa scena. Cancello chiuso e non un cartello a indicare la presenza dell’esposizione all’interno. Quella volta, io e il mio amico abbiamo provato, in puro stile Fantozzi, ad accedere dalla rampa d’ingresso ai box auto e a citofonare a tutti gli inquilini dello stabile. Inutilmente. Essendo quasi tutti studi professionali di architetti e geometri, il sabato pomeriggio restano naturalmente chiusi al pubblico. Solo qualche settimana più tardi, è uscito un annuncio che rettificava la data di apertura della mostra. Averlo saputo.
Ieri siamo stati parzialmente più fortunati. Un condomino, per puro caso, è sopraggiunto dall’interno del cortile ad aprirci il cancello; ma la mostra, ancora una volta, era chiusa. Magra consolazione: mi sono improvvisata io stessa fotografa, come potete vedere, per farvi almeno ammirare parte di ciò che il grande pubblico ignora. Tralasciate la bassa qualità degli scatti e godete dello splendore di antico e moderno, magnificamente coesistenti l’uno di fianco all’altro. Le arcate di ciò che assomiglia a un chiostro, il labirinto di siepi al centro dello spiazzo, un moderno ascensore di vetro esterno all’edificio, la chiesa di San Rocco e il campanile che svetta di fianco al secondo cortile…
Un plauso va ai restauratori del complesso; una nota di demerito a chi inganna il visitatore con annunci di esposizioni artistiche che quasi mai rispettano i giorni e gli orari indicati. Perché? Forse, come ho indicato nella discussione aperta oggi, remunerare personale per una mostra costa troppo? Una cosa ho capito: gli Umiliati del Tinaio son coloro che, allettati dalle rare aperture segnalate al pubblico, arrivano e restano regolarmente chiusi fuori.

RIFLESSIONI DA FORUM N. 8 - Domenica 22/02/2009
Sezione: Cronaca
Argomento: Morire da persone libere
Questo è un articolo che, per una volta tanto, accantona i toni leggeri e ironici cui la sottoscritta vi ha abituati. Non possiamo sempre rintanarci nel nostro piccolo angolo di mondo che è Alessandria; e oggi spostiamo la nostra visuale sulla cronaca italiana di questi giorni, per dare un personale contributo al controverso “Caso Eluana Englaro”. Coro di proteste dei lettori: negli ultimi mesi avete già dovuto subire dodici ore al giorno di servizi TG, reportage da cliniche e tribunali, cronache da sit-in pro o contro l’eutanasia. Lo so; ma la riflessione del navigatore Claudio S., nell’intervento sul Forum di Alessandria del 13/11/2008, metteva in luce già allora alcuni punti focali del dibattito politico, giuridico, etico, e di conseguenza mediatico che si sarebbe scatenato dopo appena un mese. Umanamente parlando, la vicenda di un padre che dopo 17 anni di coma della figlia Eluana, ridotta ormai in stato vegetativo e alimentata attraverso strumentazioni ospedaliere, non ha più voluto sperare nel risveglio. E ha cercato di dire basta: suscitando consensi da una parte e indignazione dall’altra.
Oggi, proprio a pochi giorni dalla morte di questa ragazza, proprio quando i riflettori si sono assopiti – ma mai del tutto spenti, ne siamo certi – sulla sua drammatica sorte, ritrovo la discussione di Claudio sul Forum di Alessandria. E rifletto. Il nostro navigatore, passo passo, chiarisce il suo punto di vista sul difficile tema della “dolce morte”; e lo fa con una lucidità e un equilibrio, pur avendo idee molto chiare, che raramente mi è capitato di incontrare in questi ultimi mesi di discutibili e facinorose prese di posizione da parte di politicanti laici e religiosi.
Riassumere le sue argomentazioni, esposte in maniera articolata ma decisa, non è possibile. Né, d’altronde, vuole essere l’intento di questo mio ennesimo intervento dal forum. Vi invito, tuttavia, a leggere e riflettere; tra le mille discussioni, più o meno leggere, a cui ogni giorno partecipiamo dentro e fuori dal blog, vi invito a ritagliarvi uno spazio su un tema che riguarda da vicino noi come soggetti umani, prima di tutto, e poi come soggetti giuridici che hanno facoltà di scegliere.
Non esiste ragione o torto. Esiste la dignità che ognuno di noi può pretendere. Il resto sono speculazioni politiche ed etiche, adatte più a riempire i rotocalchi e i programmi di cosiddetta attualità che a chiarire le nostre idee su ciò che davvero vogliamo. E allora, basta scrivere.
Ora le pareti del forum da cui ho preso spunto per il mio articolo si allargano fino a scomparire. Lo stesso blog si scioglie sullo sfondo nero e sulle immagini delle tante realtà qui discusse. Non posso fare altro che scrutare il cielo, all’aria aperta, e osservare una diversa gradazione di colore, prima sconosciuta. Poi, gli interi confini di questa piccola città scompaiono e resta una pagina bianca, come quella ultima del calviniano “Marcovaldo”. Senza più domande né risposte. Solo un minuscolo tassello, invisibile in un angolo, ad aggiungersi al mistero della storia dell’uomo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo.
C. Pavese
RIFLESSIONI DA FORUM N. 7 - Venerdì 06/02/2009

Sezione: Sanità e salute
Argomento: Anche questo è un viaggio (ospedale di Alessandria)
Nulla da eccepire sulla professionalità di medici e infermieri che lavorano al “SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo”; ma altri aspetti lasciano alquanto a desiderare Marco e soprattutto Laura, che ha vissuto l’esperienza di ricoveri e visite proprio in questa struttura. Tanto per cominciare, il fatto che gli infortunati con evidenti problemi a camminare debbano attraversare faticosamente – e chissà con quali mezzi – tutto il piano terra prima di approdare dal Pronto Soccorso alla sala gessi. La quale, peraltro, è malamente indicata sulla semplice piantina riportata all’ingresso dell’ospedale. E una volta trovata la sala, cosa scopriamo? Che l’unico sportello di accettazione funge anche da sportello prenotazioni, con conseguenti code chilometriche davanti allo stesso. Gli utenti, evidentemente, non sanno che esiste un servizio telefonico apposito per prenotare le visite; non sarebbe il caso che il nostro “sanatorio” informi meglio i cittadini su questa tanto più rapida scelta? Tra l’altro, compiuta la titanica impresa di pagare il ticket e di passare dal reparto radiologia, tra improbabili slalom in corridoi angusti su sedia a rotelle o stampelle, il prode invalido deve persino ritirarsi da solo le radiografie e riportarle in sala gessi. Ragazzi, chiariamoci: un simile sfiancamento è una terapia riabilitativa speciale per i traumatizzati (in tutti i sensi), costretti così a riprendere subito a camminare? Oppure è frutto di un assurdo iter dettato da cattiva logistica interna alla clinica?
A proposito di prenotazioni telefoniche: Ale non ne è molto soddisfatto. Lui stesso, quando ne ha avuto bisogno, ha dovuto provare milioni di volte – con l’indice ormai incancrenito sul tasto “Replay” del telefono – prima di trovare la linea libera. Gli inservienti rispondono che il servizio è così impostato e ti devi rassegnare a ritentare… finché sarai più fortunato. Dato che conosco bene chi lavora proprio al servizio prenotazioni telefoniche, insieme ad altre tre persone per turno, mi sorprendo di una tale inefficacia.
Polentina lamenta invece la scarsa efficienza del distaccamento Gardella nell’effettuare gli esami del sangue; oltre alle interminabili ore d’attesa, c’è il rischio elevato che i referti vengano addirittura scambiati… spaventando una persona in perfette condizioni di salute e illundendone una gravemente malata. E senza nemmeno le scuse di rito, dopo. Unica nota positiva, che rasserena questo fosco scenario ospedaliero: la nonna di Polentina, da poco scomparsa, ha ricevuto tutte le cure e le attenzioni possibili nei suoi ultimi giorni di vita, da parte di medici preparati ed estremamente cortesi e di infermiere umane e disponibili. Il reparto Prima Medicina, al quinto piano, ha lasciato così un buon ricordo nella nostra collaboratrice. Ed è a lei che va il mio pensiero affettuoso, con la speranza che la casa di cura alessandrina, pur tra i molti problemi che vi si incontrano giornalmente, migliori anno dopo anno per accordare ai suoi pazienti un trattamento da persone vere, non da pezzi interscambiabili di una grande scacchiera.
E per promuovere, vivacizzare, esagerare (ma non troppo) le discussioni di noi alessandrini, venite a visitare il forum di BlogAL all’indirizzo http://www.angolottuso.it/forum/
RIFLESSIONI DA FORUM N. 6 - Venerdì 30/01/2009

Sezione: Vita in città
Argomento: Chiudono gli ipermercati, ma in Alessandria…
Lo sanno bene, purtroppo, i dipendenti dell’Iper di Pozzolo Formigaro, la cui triste sorte è stata annunciata dal nostro Gino lo scorso autunno. Proprio ora, nel mese di gennaio, quello che era divenuto un punto di riferimento consolidato per gli acquirenti di zona ha chiuso i battenti lasciando a casa molti (ormai ex) stipendiati. Ma ad Alessandria? Il nostro saggio postatore mandrogno si lamenta del fatto che nel capoluogo si continua impunemente, nonostante le avvisaglie di crisi, ad aprire e chiudere supermercati con la rapidità dei mutui a tasso variabile… esito quanto mai incerto. Almeno proponessero merce di qualità! Invece, il reparto alimentare di questi grandi negozi non presenta mai un’offerta variegata, inserendosi in un filone medio-basso che certo non giova alla loro fama. E già si scommette: a quale mesta chiusura assisteremo prossimamente?
AleBlogAL, da uomo sensibile qual è, si preoccupa piuttosto per gli sfortunati dipendenti dell’Iper di Pozzolo e pronostica loro una più fausta destinazione: possibile che non vengano riassorbiti, in un modo o nell’altro, in qualche analoga struttura? D’altronde, è proprio quello che capitò ai suoi colleghi di quindici anni fa. Chiusa l’Ipersidis dove lui stesso lavorava, i sindacati si misero di buona lena a cercare di far assumere dalla vicina Bennet i malcapitati stipendiati. Alcuni trovarono autonomamente altri impieghi. Alessandro, all’epoca sbarbatello musicista sognatore, si concesse invece lavoretti part-time per dedicarsi alla chitarra… finendo poi al Pantamarket.
Tornando al nostro presente, è di prossima inaugurazione Alessandria 2000, verso Spinetta Marengo, località che del resto ha già assistito alla nascita di un beauty center di tutto rispetto. Da poco sono state aperte strutture commerciali di vario genere proprio accanto al centro Gli Archi, dove è stata demolita un’intera area edificata per lasciare spazio a queste nuove creature dello “spendi e spandi”. Qualche avvoltoio già si chiede quanto tempo reggeranno, giocando a uno spietato toto-mese dall’esito piuttosto prevedibile. Caro Ginopilotino, hai ragione tu: a questo punto si accettano scommesse. Niente posta in gioco, però. Di questi tempi, meglio risparmiare anche su quella.
Decisamente, non sono in forma. L’appuntamento con le mie riflessioni rischia di cronicizzarsi da settimanale a quindicinale… per la gioia di voi tutti che (non) mi leggete! Alla prossima.
RIFLESSIONI DA FORUM N. 5 - Martedì 13/01/2009

Sezione: Caffè Virtuale
Argomento: 0131 Lisondria Chat
Finora, quale successo ha avuto questo simpatico mezzo istantaneo di comunicazione? Poco. A poco sono valse le esortazioni di Alessandro, il quale in passato ha ripetutamente invitato i navigatori del blog a fare un salto in chat ogni lunedì, ore 21. Deserto, o quasi. Certo, la timidezza la fa da padrona: cominci con lo scrivere “Ciao” e non riesci ad andare avanti, anche perché dall’altra parte ci sono persone di cui non conosci nulla, con cui non sai che cosa condividere. Parlare sempre e soltanto male della nostra grigia cittadina sarebbe come sparare sulla Croce Rossa: un efficace argomento comune, ma non è questo lo scopo. Cosa escogitare, dunque, per dare una mano di vernice alla colorata finestra dei discorsi da blog?
Ecco l’idea: abbinare le nostre chiacchiere virtuali all’ascolto di una radio locale. Come dire, “Scrivi & Ascolta”. Tra una battuta di tastiera e l’altra, le canzoni della radio ci farebbero compagnia e un compiacente deejay potrebbe addirittura interagire con noi, lanciando l’argomento di discussione della serata; e mentre in studio il bravo presentatore chiacchiera dell’argomento proposto con ospiti in carne e ossa, noi da casa ci divertiamo a commentare digitando a tutto andare. Se poi le nostre osservazioni sono considerate interessanti, verranno lette in radio e… una cosa tira l’altra.
Troppo complicato? E’ esattamente quello che penso io; più che altro perché, avendo le mie belle difficoltà di concentrazione, rischierei di perdermi nell’ascolto della prossima hit e resterei col dito a mezz’aria, dimentica di rispondere a chi c’è dall’altra parte della chat. Propongo una serata di prova. Tutto sta, tanto per cominciare, a trovare un’emittente che collabori e per ora è esattamente il problema di Ale; oltre che lanciare un sondaggio per fissare l’eventuale giorno di questo esperimento. Il nostro Admin avanza qualche dubbio circa l’interesse (scarso) che le radio locali potrebbero avere per questo progetto; ma bisogna provare. Massimo sembra propenso a fare un tentativo e Pommerouge, avendo qualche contatto negli ambienti giusti, potrebbe fare al nostro caso.
A tutti i deejay in ascolto: sponsorizzateci presso le vostre emittenti alias “datrici di lavoro” affinché accettino di collaborare con noi. E voi, cari navigatori di BlogAL e futuri (speriamo) frequentatori di forum e chat: preferenze per il giorno dedicato a questa novità musi-chattologica? Cominciate a dire la vostra, scegliete una sera dalle 21.30 in poi… e vi aggiorneremo alle prossime puntate.
E per promuovere, vivacizzare, esagerare (ma non troppo) le discussioni di noi alessandrini, venite a visitare il forum di BlogAL all’indirizzo http://www.angolottuso.it/forum/
Abbiamo bisogno di voi e… la sottoscritta ha bisogno di materiale su cui sfogarsi!
Questa sera, mentre la sottoscritta è impegnata a rimediare al mancato appuntamento della scorsa settimana qui in blog, i nostri Alessandro, Gigi & C. sono al “Salotto del Mandrogno”, ospiti di Massimo Brusasco. Buon divertimento, ragazzi! Promuovete, distribuite volantini, dispensate proposte… questa realtà cresce di giorno in giorno.
RIFLESSIONI DA FORUM N. 4 – Giovedì 01/01/2009

Sezione: Vita in città
Argomento: Buche!
Argomento estremamente spinoso quello avviato dalla nostra Polentina il 23/12 scorso. All’approssimarsi del Santo Natale, ecco che questa giovane collabloggatrice pensa bene di tralasciare per un attimo le abbuffate di routine e cercare di far qualcosa per migliorare l’immagine di Alessandria e la salute – è proprio il caso di dirlo – dei suoi abitanti. Come? Mettendo il dito nella piaga… pardon, nella buca!
Ammettiamolo: le strade della nostra grigioamata cittadina fanno acqua, per non dire porfido, da tutte le parti! Interi blocchi che si staccano pericolosamente dalle vie del centro, mettendo non poco a repentaglio l’equilibrio di ciclisti e pedoni che vi si avventurano; manto bituminoso che viene via come la pelle del dopo-abbronzatura, con conseguenze facilmente immaginabili per le sospensioni delle auto; e cosa dire dei marciapiedi? Peggio che andar di notte, soprattutto se la notte è assai poco illuminata dai fiochi lampioni, e le caviglie di chi ci cammina rischiano una distorsione ogni tre buche che incontrano.
La questione è annosa e va risolta con urgenza senza alcuna ombra di dubbio. Ginopilotino, con la causticità che lo contraddistingue, non esita a definire la rete alessandrina “un colabrodo” e AleBlogAL lamenta a ragion veduta che la sua compagna, incinta, patisce oltremodo i sobbalzi in auto dovuti ai crateri disseminati qua e là. Propone addirittura, alla prossima Festa di BlogAL a marzo 2009, una raccolta di firme da portare al Sindaco, con tanto di elenco delle vie maggiormente disastrate. Polentina, entusiasta, avvia il censimento delle strade a rischio; io stessa comincio col polemizzare sulla situazione delle zone sottocasa, che conosco fin troppo bene, e sono seguita a ruota dalla testimonianza di Vittoria.
E’ evidente che la faccenda appassiona come poche e tutti hanno voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa… nel vero senso della parola. Via XX Settembre, tangenziali partite per la tangente, via Parma, via Firenze, Via Lombroso, il quartiere Pista e lo stesso centro, i dintorni di piazza Genova, il percorso dal Cristo alla zona D3 sono solo alcuni esempi di situazioni preoccupanti, dove il manto stradale ha ormai perso il suo antico smalto – ne avesse mai avuto! Intanto Ale, scrupoloso com’ è, cerca una bella cartina di Alessandria da colorare nei tratti interessati dallo sfacelo; da allegare alla “lista della vergogna”, alle nostre firme e alla lettera di reclamo indirizzata al Comune.
Che dite, lo aiutiamo? Volete aiutarci in questa nuova impresa? Prendete nota di tutte le vie in cui avete riscontrato seri disagi nella circolazione, sia in auto che a piedi; e inoltrate il vostro elenco proprio nel Forum di BlogAL, alla sezione “Vita in Città”, argomento “Buche!”. Come ricorda la nostra giovane blogger che ha avviato questo coraggioso meccanismo, è importante almeno cominciare a muoversi e denunciare; limitarsi a lamentarsi è inutile. E chissà che il buon Fabbio, commosso per il nostro volonteroso gesto, non decida di dare il via alle Grandi Manovre di ripristino.
RIFLESSIONI DA FORUM N. 3 - Venerdì 26/12/2008

Sezione: Caffè Virtuale
Argomento: Spammer sul Forum
Certo, il buon senso suggerirebbe di ignorarli, ma l’ingenuo qualunque potrebbe essere tentato di scoprire chi si cela dietro “Coniglietta Yoko” e compagnia bella. Non tutti hanno in sé la saggezza mandrogna di Ginopilotino, che giustamente suggerisce un ritorno agli antichi proponimenti: ospitare solo utenti rigorosamente registrati e pochi moderatori a vigilarne l’integrità. Peccato. Un elemento su cui si scommetteva per sponsorizzare le nostre riunioni virtuali, il miele per attirare nuove api postatrici, era proprio la possibilità di partecipare alle discussioni senza loggarsi. A questo punto persino il Signor Admin in persona, vero creatore di questo micidiale e potente mezzo di espressione, interviene per dire la sua: esistono strumenti per rilevare l’identità di chi affigge messaggi in vetrina, che il personaggio in questione sia iscritto oppure anonimo. Il “catcha”, probabile distorsione dell’inglese catcher = il pigliatore,se così si può tradurre, servirebbe ad acchiappare l’indirizzo IP del computer di chi sta scrivendo la cavolata di turno tentando il reindirizzamento a siti pericolosi. E che rischierebbe una spiacevole denuncia per sospette operazioni da hacker… Quanto basta per scoraggiare gli spargi-virus mascherati da strani pseudonimi. Ale, però, non si dà pace: rinunciare all’allettante anonimato per tutti, possibile incentivo alla partecipazione in bacheca, o azionare i segugi informatici? Il tapino, per il momento, si offre di cancellare tutte le spam che piomberanno come falchi su Angolottuso. Che queste mie “Riflessioni” stiano per diventare “Persecuzioni da Forum”? La visibilità, si sa, ha un prezzo.
E per promuovere, vivacizzare, esagerare (ma non troppo) le discussioni di noi alessandrini, venite a visitare il forum di BlogAL all’indirizzo http://www.angolottuso.it/forum/
Abbiamo bisogno di voi e… la sottoscritta ha bisogno di materiale su cui sfogarsi!
Comunicazione di servizio: causa recenti impegni di partecipazione civile, non ho postato la scorsa settimana. Rimedio adesso, dopo Natale.
Buone Feste a tutti i lettori di BlogAL, allo staff e in particolare ad Alessandro per la fiducia. Barbara Cristina Z.
RIFLESSIONI DA FORUM N. 2 – Giovedì 11/12/2008

Argomento: Musica nei ristoranti
La tradizione di conciliare musica e cibo è nota fin dall’antichità: i greci dei tempi andati non disdegnavano il suono di qualche lira – stiamo proprio parlando di strumenti musicali – come accompagnamento ai banchetti più sostanziosi e alle bevute memorabili che anche allora ci si concedeva. La musica, beninteso adeguata alla situazione e non un fracasso da concerto allo stadio, potrebbe indurre buon umore e stimolare piacevolmente a quattro chiacchiere tra amici condite da assaggi di cucina regionale. Un convivio gradevole sotto tutti i punti di vista; ed era proprio questo lo spirito con cui i greci intendevano la musica abbinata alla degustazione.
Aggiornata ai giorni nostri e alla realtà cittadina, quella sopra descritta sarebbe innanzitutto un’opportunità in più per le giovani realtà locali che a ogni fine concerto si dividono gli scarsi profitti delle loro esibizioni. La penuria di ingaggi è nota; difficile, per i gruppi minori, avere la possibilità di fare qualche serata senza particolari esperienze precedenti, sicura garanzia di richiamo per gestori di pub e birrerie. Proprio questi ultimi potrebbero opporre resistenza per le ragione più disparate. E’ necessario pagare la SIAE e i musicisti; creare uno spazio dove gli artisti si possano esibire senza ingombrare e infastidire tavoli, avventori e camerieri che sfrecciano con i vassoi per aria; verificare la fattibilità di un’esibizione dal vivo perché, allo spazio preposto, deve essere garantito il necessario supporto tecnico. Le connessioni, le prese per amplificatori e strumentazioni varie, mixer, eventuali luci da considerare per la riuscita dell’esibizione…
La “questione tecnologia” è risolta se vogliamo due semplici note versione acustica; il ristorante, come proposto da AleBlogAL, permetterebbe soluzioni più semplici ed economiche. Non essendo una sala concerti, con gole tirate allo spasimo e sonorità a mille, basterebbero una chitarra, magari un basso e un fil di voce… e i commensali potrebbero gustare una buona cena e uno spettacolo di accompagnamento incluso nel prezzo. Una valida alternativa ai mille pianobar che infestano – non me ne vogliano quei professionisti – i ritrovi più “in” e “chic” del momento.
D’altro canto, Massimo B. fa saggiamente notare come un ristorante sia luogo di autentico ritrovo di coppie e compagnie che, al tono generale dei normali pub, preferiscono un buon piatto di agnolotti e un bicchiere di vino, lontani dalla necessità di parlare ad alta voce per farsi sentire. Qualunque musica, sia pure a basso volume, sarebbe elemento di disturbo alla normale conversazione tra amici. Alcuni potrebbero mandar giù, a intervalli regolari, un suono di basso nella pancia insieme alla forchettata di brasato; decisamente, non il pranzo che si aspettavano. Da parte mia, mi sento di suggerire una soluzione – per così dire – digestiva: posporre la perfomance a un orario da caffè, poniamo tra le 22.30 e le 23.00. A quell’ora, la maggior parte delle tavolate avrebbe consumato e conversato a piacere, disponendosi all’ascolto.
Insomma: esporre ai ristoratori questa possibilità di intrattenimento senza spendere un’esagerazione? Favorire i giovani di belle speranze che, armati di chitarre e tanta pazienza, non aspettano che ulteriori possibilità di rendersi visibili (e raggranellare qualche euro che, senza volerli offendere in alcun modo, non guasta mai)? Oppure relegare queste esibizioni alle classiche realtà di birrerie e affini? I gestori dei locali di zona, che si mangi o si beva o si faccia baldoria, sono allertati…
E per promuovere, vivacizzare, esagerare (ma non troppo) le discussioni di noi alessandrini, venite a visitare il forum di BlogAL all’indirizzo http://www.angolottuso.it/forum
RIFLESSIONI DA FORUM N. 1 – Giovedì 04/12/2008

Sezione: Caffè Virtuale
Argomento: IN Alessandria? Perché non AD Alessandria?
Gli italiani sono o vanno “a Roma, a Milano, a Venezia”… e via di questo passo. La preposizione “in”, solitamente usata per le regioni, appare esagerata per la nostra Lisòndria; dunque? Sulle prime, la domanda posta da AleBlogAL nel forum di BlogAL – Sezione Caffè Virtuale – il 9 novembre scorso mi sembrava di quelle che lasciano il tempo che trovano. Chi avrebbe potuto rispondere? Alcuni di noi hanno candidamente ammesso di non fare troppo caso a quale locuzione usano. Poi, più per soddisfare una mera curiosità che altro, io stessa ho cominciato ad ascoltarmi, prestando più attenzione a quello che dicevo nei discorsi quotidiani, nel pronunciare il nome della nostra grigioamata cittadina; e ho cominciato ad afferrare.
“Sono qui, in Alessandria”. Perché? Nel momento stesso in cui raccontavo all’interlocutore le mie vicissitudini urbane, ho avvertito – immediato – un senso di calore: “in”, dentro. Un accenno di intimità, di lessico familiare che rassicura chi vive e parla in questa città. Dialogare fa esplodere d’impulso certe espressioni che ti stanno dentro. “In”, appunto. Alessandria è casa, è focolare, è una ciabatta non troppo attraente ma comoda per le pigre serate davanti alla TV; un comfort a cui, in fondo, si è affezionati.
Si va “ad Alessandria” partendo da un mondo estraneo, che non appartiene all’alessandrino abitudinario. Chi ci va è un forestiero che vi transita, presumibilmente, per motivi di lavoro… o a noi piace pensare così. Il verbo “andare” presuppone un aereo distacco nel viaggio, il moto perpetuo di chi riparte a breve. Se vengo, inevitabilmente, è di nuovo “in Alessandria”; perché ritorno a casa, tra volti conosciuti o in visita ad amici che si rincontran volentieri. Mi siedo a un tavolino con loro, magari sorseggiando un buon marocco de noiater, e rimango in compagnia fraterna anche se solo per poco tempo.
La nostra città è un luogo che rassicura, che non chiamiamo ancora patria ma scambiamo per un nido da cui si fa capolino giusto ogni tanto, o da cui ci allontaniamo furibondi alla scoperta di nuove Americhe. Ma quando vi si farà ritorno, sarà l’approdo del figliol prodigo alla terra desolata che in fondo amiamo, angolo per angolo. Un ammiccamento di locali frequentati – stesse facce, di giro con gli amici, di vasche in Corso Roma. Dici “in” e ti ritrovi al pub del centro dove già pregusti una serata con quelli della compa.
Oppure. Se invece, come Polentina ha giustamente osservato nel forum di BlogAL, questa espressione fosse solo frutto di una scelta dettata da motivi, per così dire, fonetici? “Ad Alessandria”, ricorda l’amica, suonerebbe male. Allora, tutto questo mio farneticare di luoghi e preposizioni urbane sarebbe stata solo un’oziosa perdita di tempo. Tuttavia, lasciatemelo dire: mi basta pronunciare la formula magica, “in Alessandria”, e già sento di essere nel mio.
E per promuovere, vivacizzare, esagerare (ma non troppo) le discussioni di noi alessandrini, venite a visitare il forum di BlogAL all’indirizzo http://www.angolottuso.it/forum
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