Penultimo appuntamento per la stagione 2010-2011 del Teatro Regionale Alessandrino con la commedia brillante Daddy Blues. Un papà per tutti, che sarà in scena giovedì 7 aprile alle ore 20.45 al Teatro Sociale di Valenza.
Il testo, di Martyne Visciano e Bruno Chapelle, è stato adattato e diretto per le scene italiane da Vincenzo Salemme, che ne cura anche la regia.
Protagonisti dello spettacolo, coprodotto da La Contrada - Teatro Stabile di Trieste e Lo Studio Martini, sono Marco Columbro e Paola Quattrini, che
collaborano per la prima volta con la compagnia de La Contrada e, sempre per la prima volta, recitano insieme sul palcoscenico.
Dopo anni di battaglie e attese per poter adottare un bambino, Matteo e Clara Pedrini sono sul punto di coronare il loro sogno di diventare
genitori. Per un fortuito incendio dell'orfanotrofio che ha costretto ad
anticipare i tempi, la terribile signora Benincasa, responsabile del
servizio adozioni, sta per consegnargli a casa il piccolo Ludovico.
In casa Pedrini tutto è pronto per accoglierlo: il lettino, lo
scaldabiberon, l'orsetto di peluche... ma proprio lo stesso giorno Clara
decide di lasciare Matteo per un altro uomo. E siccome sono assolutamente necessari due genitori perché la signora Benincasa affidi a Matteo il bambino, per non gettare all'aria quattro anni d'attesa, il novello padre deve trovare al più presto una soluzione. Pronto a tutto per raggiungere il suo scopo, l'uomo si destreggia in una menzogna dopo l'altra, fino a far passare per sua moglie la segretaria Titta, davanti agli occhi stupiti di un importante cliente dello studio.
La situazione degenera e tutti i personaggi coinvolti sembrano colti da una follia generalizzata, dove ciascuno a suo modo finisce col mettersi in ridicolo.
Daddy Blues. Un papà per tutti si può considerare come un vero proprio manifesto della commedia brillante intesa come genere: è un perfetto
meccanismo da intrattenimento. Contiene tutti gli ingredienti che lo rendono leggero senza mai cadere nella banalità. Ci sono gli equivoci, gli scambi di
ruolo, i sentimenti profondi, le esigenze e le virtù degli esseri umani, il tutto perfettamente miscelato in un equilibrio che consente allo spettatore di restare attaccato alla storia che viene raccontata. Affronta con divertimento il tema dell'adozione, argomento particolarmente delicato soprattutto ai giorni nostri. In particolare è l'aspetto umano dell'adozione che viene largamente sviscerato da più punti di vista, proprio attraverso l'evoluzione stessa del carattere dei singoli personaggi.
Le scene sono di Alessandro Chiti, le musiche di Massimiliano Forza e Fabio Valdemarin, i costumi di Teresa Acone, le luci di Fabio Del Naia. Oltre ai protagonisti, gli altri interpreti dello spettacolo sono Adriano
Evangelisti, Roberta Formilli, Adriano Giraldi, Erika Puddu.
Sponsor della stagione 2010-2011 del Teatro Regionale Alessandrino è Alegas, Gruppo Amag.
INFO: Fondazione Teatro Regionale Alessandrino Uffici, Via Savona 1, 15121 Alessandria, tel. 0131 52266 www.teatroregionalealessandrino.it ; Teatro Sociale di Valenza, Corso Garibaldi 58, tel. biglietteria 0131 942276







Il sottile pericolo di una commedia brillante è l'incorrere nel banale, nel déjà vu o nella battuta volgarotta. "Daddy blues" è una commedia tradizionale, costruita su equivoci continui ed entrate e uscite di scena fulminee da porte che si aprono e chiudono, ma, nonostante la ricetta convenzionale, diverte e scorre lieve e precisa, con una tempistica perfetta, sino al lieto finale. Marco Columbro è un architetto il cui sogno è diventare padre grazie ad una richiesta di adozione. Quando si vede lasciato, nel giorno tanto atteso di consegna del bimbo, dalla moglie, tenta di spacciare per consorte la segretaria e poi si finge gay e compagno del cugino-socio in affari, pur di dimostrare l'esistenza di una coppia felice in grado di accogliere il bambino. Tutte le finzioni sono a beneficio dell'assistente sociale: la sig.na Benincasa, interpretata da Paola Quattrini. E' il personaggio femminile centrale della pièce e offre varianti caratteriali ben sfruttate dalla protagonista: bacchettona, invadente, inguaribilmente sola e desiderosa di compagnia maschile, sotto una finzione algida e distaccata. Il risultato è esilarante e mai di dubbio gusto perché viene sempre mantenuto con maestria l'equilibrio tra il divertimento e il contenimento di ogni eccesso. L'andamento della vicenda è leggero e talvolta esilarante, ma, a tratti, emergono sentimenti profondi, come il desiderio di paternità o di una famiglia (da parte della terribile assistente sociale che si rivela un poco più umana e fragile). Ben interpretati tutti i ruoli e ottimi testo e tempistica che rendono una storia esile, che poteva scadere nella scontatezza, vera, immediata e molto gradevole.
RispondiEliminaIn scena, oltre allo studio-soggiorno del padrone di casa e a porte funzionali alle apparizioni e sortite dei personaggi, un ascensore che consente l'ingresso immediato dall'esterno e che campeggia all'esatto centro della stanza, assumendo il significato della novità incombente. Di lì fugge la moglie per poi ritornare nel finale pentita e truffata dall'amante ladro, lì continua ad arrivare, per volersi fermare ed unire alla famiglia nel tentativo ricattatorio di lenire la solitudine, l'invasiva signorina Benincasa. Il finale vede una soluzione felice con più bambini nati, adottati e in attesa di nascere per la gioia e l'affanno di tutti i protagonisti. Certo un lieto finale prevedibile, ma raggiunto con due atti di puro divertimento.
Ciao a tutta la lista