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Da Mercoledì 1 maggio 2013 a Lunedì 6 maggio 2013 al CINEMA MACALLE' di Castelceriolo (AL): IL FIGLIO DELL'ALTRA di Lorraine Levy
IL FIGLIO DELL'ALTRA
di Lorraine Levy
http://www.mymovies.it/film/2012/ilfigliodellaltra/
ORARIO SPETTACOLI:
- Mercoledì 01-05-2013 ore 21.30;
- Giovedì 02-05-2013 ore 21.30;
- Venerdì 03-05-2013 ore 21.30;
- Sabato 04-05-2013 ore 21.30;
- Domenica 05-05-2013 due spettacoli ore 17.00 e ore 21.30;
- Lunedì 06-05-2013 ore 21.30.
Saluti.
Fausto
Da venerdì 9 marzo 2012 a Lunedì 12 marzo 2012 al CINEMA MACALLE' di Castelceriolo (AL) "ALBERT NOBBS" DI RODRIGO GARCIA
"ALBERT NOBBS" DI RODRIGO GARCIA
http://www.nonsolocinema.com/stampa24127.html
ORARIO SPETTACOLI:
- Venerdì 09-03-12 e Sabato 10-03-12 ore 21.30;
- Domenica 11-03-12 due spettacoli ore 17.00 e ore 21.30;
- Lunedì 12-03-12 ore 21.30.
Saluti.
Fausto
MERCOLEDI’ 31 dicembre 2008 - presso il Cinema Teatro MACALLE’ di Castelceriolo
a cura di Serena Pasetti
condotto da Mohamed Ba
Per chi non ama festeggiare il capodanno in maniera impersonale e rumorosa, ma desidera immergersi in un'esperienza speciale, avulsa dal caos di quanto accade fuori,
Mohamed proporrà
nella notte di S. Silvestro
un percorso particolare e affascinante sul valore della memoria che mescola scrittura, canto e recitazione. A partire dal racconto della sua straordinaria esperienza di artista, che lo porta dal Senegal ai palcoscenici dei teatri italiani, Ba accompagnerà i partecipanti dalla stesura di un breve frammento di memoria personale alla sua rappresentazione, per scoprire come si comincia a scrivere il proprio teatro.
Costo: Euro 50, incluso il simposio di mezzanotte
Prenotazioni fino ad esaurimento posti al 339-3928290
Macallè Blues Festival 2008 - 16a edizione, sabato 29 novembre
Per la sedicesima edizione del Macallè Blues Festival 2008
Sabato 29 novembre 2008
Sean Carney Band feat. Bill Stuve
+
Mandolin' Brothers
"The next big thing has already been around the block…" così il reporter di un quotidiano canadese ha scritto a conclusivo commento di un articolo inerente lo show e la successiva vittoria dell'International Blues Challenge edizione 2007 della Sean Carney Band. L'International Blues Challenge, manifestazione organizzata dalla Blues Foundation, ha poi premiato, nello stesso anno e di fronte a un pubblico di 1700 persone, Carney con l'Albert King Best Guitarist Award durante quella che è stata la sua 23a edizione. Nativo di Columbus, Ohio, nel 1998 incide il suo primo disco (ristampato lo scorso anno con generosa aggiunta di inediti) con la partecipazione della veterana del R&B Christine Kittrell, storica vocalist della band di Johnny Otis. Ed è proprio grazie alla Kittrell che Carney incontra quella che sarebbe stata la sua partner artistica per alcuni anni, la cantante Teeny Tucker, figlia di quel Tommy Tucker, pianista di blues e autore di innumerevoli songs quali l'immortale hit "Hi-heel sneakers" inciso da Elvis, Jerry Lee Lewis, Stevie Wonder e alcune decine di altri storici artisti. E queste sono solo due delle collaborazioni che Carney ha collezionato nel corso degli anni: il suo stile inventivo, in grado di integrare abilmente e con vivo senso dell'humor elementi di jazz e swing, lo ha portato ad essere il gregario ideale anche per personaggi di razza come Jimmy Witherspoon, Johnnie Bassett e Big Joe Duskin. Chitarrista dal vocabolario sempre fortemente legato, nella forma, alla più schietta poetica blues, a suo modo debitore verso le scuole di Johnnie "Guitar" Watson e T-Bone Walker prima, Duke Robillard poi, negli ultimi due anni si è costruito una solida fama e un robusto seguito anche in Europa. Durante questo tour, che lo vedrà toccare per la prima volta l'Italia, verrà a presentare il suo nuovo cd uscito a settembre e, per l'occasione, sarà accompagnato al basso da Bill Stuve, storico fondatore insieme a Rod Piazza dei Mighty Flyers. Ad aprire questa serata conclusiva, una storica band italiana reduce dalla pubblicazione del nuovo cd "Still got dreams". Per i Mandolin Brothers sono passati quasi trent'anni dagli esordi in forma di duo, quando Jimmy Ragazzon e Paolo Canevari proponevano set acustici di country blues esibendosi come supporter della Treves Blues Band, ed ecco che dopo vari cambi di formazione (e strumenti) le sonorità, partite dal blues, si fanno più prossime a quel cosiddetto roots rock dove si incrociano allegramente tex-mex, swamp music, ballate cantautorali e buon vecchio blues feeling. Dopo le ottime recensioni ottenute dal loro ultimo cd, questa è l'occasione giusta per ascoltarlo dal vivo.
INIZIO CONCERTI
Via Marsala, 1/A, Castelceriolo (AL), Alessandria 15100
ORE 22.00
COSTO:15 euro
sito web: http://www.myspace.com/macallebluesfestival
Il Peso dell'Aria, domenica 30 novembre al Macallé
Associazione Teatrale Ernesto
Via XX Settembre 23 15060 Silvano d'Orba (Al)
Tel. 0143.841843 Cell. 347.4903130
IN COLLABORAZIONE CON
Compagnia Teatrale MAX AUB c/o Cinema Teatro Macallè
Via Marsala 1/A, 15040
Castelceriolo (AL)
Telefono 3474513178 - 0131585001
Email: info@maxaub.it
"IL PESO DELL'ARIA"
Di Mirko Di Martino
Regia di Laura Bombonato
Attori: Marco Zanutto - Eleonora Bombino
Per ulteriori informazioni e contatti:
Eleonora Bombino cell. 347 4903130 tel. 0143 841843
NOTE DI REGIA:
Thomas-"Più di duemila persone che fanno lo stesso sbaglio non sono criminali. Duemila! Siamo brave persone. Siamo mariti, padri, figli. Siamo gente comune, onesta, che lavora e che ha sempre lavorato. Non siamo né migliori né peggiori degli altri. La nostra unica colpa è stata quella di vivere in un periodo orribile. Di essere obbligati a fare delle cose orribili. Chiunque altro al nostro posto avrebbe fatto lo stesso."
Nel 1943 gli abitanti di un paese polacco, Jedwabne, sterminarono in una notte i propri compaesani ebrei. Se ne salvarono soltanto sette. Oggi una lapide ricorda le 1.600 vittime, attribuendo l'eccidio ai nazisti.
Thomas era il sindaco del paese, al tempo della strage. Tenne un discorso in piazza e distribuì agli abitanti asce, bastoni, forconi. I tedeschi erano alle porte del paese: occorreva eliminare i parassiti prima del loro arrivo, perché i panni sporchi vanno lavati in casa. La folla di gente accorsa si lanciò all'inseguimento degli ebrei per tutto il paese. La moglie del sindaco, Joana, non rispettò il divieto del marito di uscire di casa. Si addentrò per le strade e assistette sgomenta al massacro. Quando, il mattino seguente, ritrovò il marito, tornò a casa per non uscirne mai più.
Sono trascorsi diversi anni. La Polonia adesso fa parte dell'Unione Sovietica.
Thomas continua ad essere il sindaco del paese. Si è arricchito e sta per candidarsi come deputato. L'unico neo è rappresentato da Joana.
Joana si è rinchiusa in casa: non esce, vive al buio, non parla. Il mutismo della moglie gli ricorda costantemente la colpa di cui si è macchiato. Ma soprattutto, diventa un ostacolo alla sua carriera.
Joana deve uscire da lì a qualsiasi costo. Joana deve tornare ad essere sua moglie.
Il peso dell'aria è diventato insostenibile. Dimenticare è l'unica via d'uscita.
Anche se significa accettare la menzogna.
Thomas-"Abbiamo fatto degli errori, è vero, li abbiamo fatti tutti. Ma non possiamo farci rovinare la vita per questo."
Laura Bombonato
MARAT/SADE - Venerdì 21 novembre - Teatro Macallé di Castelceriolo
“La persecuzione e l’assassinio di Jean Paul Marat rappresentati dai filodrammatici dell'ospedale di Charenton sotto la guida del marchese De Sade”
Regia di Serena Pasetti
Con: Barbara Arena, Gianfranco Cereda, Claudia Chiodi, Marco Ferrari, Simona Gandini, Franco Gabriele, Luca Lolaico, Silvia Martinotti, Giovanna Perlongo, Luca Zilovich
Musiche originali di Andrea Negruzzo ( pianoforte) e Eugenio Solinas ( violoncello acustico)
Infatti realmente De Sade, che era stato rinchiuso a Charenton nel 1803 e doveva morirci nel 1814, organizzava nel manicomio, con l’approvazione del direttore fiducioso nel potere terapeutico dell’arte, recite di propri drammi con pazzi come attori e personaggi del demi-monde parigino come spettatori.
La invenzione di Weiss è altrove. Egli ha messo in scena De Sade in atto di mettere in scena la morte di Marat: dunque, per prima cosa abbiamo il dramma del dramma - un po’ come nei Sei Personaggi – e il contrasto ideologico tra De Sade e Marat, il dialogo tra i quali ci sorprende oggi con la sua imbarazzante attualità. Prigionieri della propria pazzia e insieme delle pazzie del mondo, gli attori ondeggiano da una tesi all’altra sotto lo sguardo costernato del direttore di Charenton.
L’architettura complessa prevede vari piani rappresentativi, nel vecchio modo del teatro nel teatro, ma spesso intersecati fra loro. I matti, ad esempio, che interpretano la pièce, talvolta improvvisano scene non previste dal regista; costui, dirigendo la recita, talora interrompe l’azione per filosofici monologhi; Marat, per suo conto, ora dice le battute previste dal copione, ora alterca con Sade.
Il nodo del dramma però consiste nello scontro fra due concezioni della storia, due nature e due caratteri: Sade da un lato, pessimista ma lucido predicatore del Male irrimediabile, Marat dall’altro, l’amico del popolo che crede realizzabile il Bene attraverso la violenza; come dire l’individualismo dell’intellettuale disimpegnato e l’ascesi del radicale rivoluzionario, due forze che finiscono per soccombere insieme nel caos, dopo un lungo confronto e la pugnalata di Carlotta, quando i pazzi travolgono la finzione in una marcia a passo di danza, allegoria tremenda dell’ineluttabilità della storia.
Serena Pasetti





