domenica 20 ottobre Presentazione libro al PerlaNera



Laboratorio Anarchico PerlaNera

via Tiziano Vecellio 2 Alessandria

Domenica 20 ore 16
presentazione del libro
"Prima di Piazza Fontana.
La prova generale"
L'autore Paolo Morando, ci illustrerà l'inchiesta che ha dato origine al libro, un altro tassello degli intrighi della strategia della tensione, un documento che a 50 anni di distanza ci aiuta a capire.
Milano, 25 aprile 1969: due ordigni scoppiano alla Fiera campionaria e all'Ufficio cambi della Banca Nazionale delle Comunicazioni della Stazione centrale, provocando una ventina di feriti. È il primo atto della campagna di attentati da parte dei neofascisti di Ordine Nuovo, che pochi mesi dopo porterà a Piazza Fontana. Ma l'Ufficio politico della questura, fin dalle prime ore, punta solo verso gli anarchici: esattamente come accadrà con Pietro Valpreda per la strage alla Banca Nazionale dell'Agricoltura. A condurre le indagini sono il commissario Luigi Calabresi e i suoi uomini, gli stessi che si troveranno nel suo ufficio la notte della morte di Giuseppe Pinelli, nome che nell'inchiesta spunterà di continuo, come pure quello di Valpreda, che già qui si profila come futuro capro espiatorio. Nel giro di pochi giorni vengono arrestati tre giovani e una coppia di noti anarchici milanesi, amici dell'editore Giangiacomo Feltrinelli, altri tre arresti avverranno le settimane successive: al termine dell'istruttoria, dopo sei mesi di carcere la coppia sarà prosciolta per assoluta mancanza di indizi, mentre ai sei giovani verranno attribuiti ben 18 attentati, con l'accusa di strage, dopo confessioni subito ritrattate, con accuse alla polizia di violenze durante gli interrogatori. Finiranno alla sbarra anche Feltrinelli e la moglie, accusati di aver fornito a due di loro l'alibi proprio per le bombe del 25 aprile: ma si tratta di un'imputazione di ripiego, perché tutto indica che proprio l'editore (che a processo verrà difeso da Sandro Canestrini) era il bersaglio grosso a cui puntava la polizia politica. Solo due anni, con un colpo di scena dietro l'altro, il processo chiarirà le dimensioni della macchinazione antianarchica innescata da quegli attentati, con il clamoroso crollo in Corte d'assise della "supertestimone" sulle cui rivelazioni poggiava l'intera inchiesta: una macchinazione che doveva preparare il terreno per la creazione del "mostro Valpreda" e la criminalizzazione, attraverso gli anarchici, della sinistra in generale, in una fase storica caratterizzata da aspri confronti sindacali, manifestazioni popolari e scontri di piazza.
Su tutto questo indaga il giornalista Paolo Morando, vicecaporedattore del quotidiano "Trentino", nel suo ultimo libro "Prima di Piazza Fontana. La prova generale", pubblicato da Editori Laterza. Una vicenda determinante per comprendere fino in fondo i misteri di Piazza Fontana, ma finora mai ripercorsa: per la prima volta a cinquant'anni dai fatti vengono qui analizzati 12 mila documenti di atti giudiziari e tutte le cronache del dibattimento, con interviste agli allora imputati ancora in vita. Un racconto serrato di una pagina nera per la giustizia italiana, da allora totalmente rimossa dalla memoria, che assume nuova luce anche grazie alla scoperta di altri documenti fin qui inediti: svelano infatti depistaggi da parte dell'Ufficio Affari Riservati del Ministero dell'Interno di cui mai si era avuto notizia.
"Prima di Piazza Fontana" (Editori Laterza, 384 pagine, 20 euro), uscito a giugno 2019, è già alla terza edizione.
Paolo Morando, giornalista, vive e lavora a Trento dove è vicecaporedattore del quotidiano "Trentino". Per Editori Laterza ha pubblicato "Dancing Days. 1978-1979: i due anni che hanno cambiato l'Italia" (2009) e "'80. L'Inizio della barbarie" (2016).


 

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