Le fiabole - 20 ottobre - Alessandria - recensione

Sulle note della sonata al chiaro di luna (Andrea Negruzzo alla tastiera) si apre in tono favolistico l’evocazione di principi , gnomi, fate e creature fantastiche, nella tradizione delle favole che sempre si sono proposte un fine educativo. La musica muta in “Guarda che luna” e le parole parafrasate (“guarda che mare e la morale vada a …”) indicano il vero tratto delle “fiabole”: brevissime storielle, quasi aforismi, cattive e, soprattutto, prive di qualunque scopo altro che caustico.
Da un baule dei giochi Gino Capogna estrae pupazzi e copricapi con i quali interpreta, di volta in volta, un anatroccolo, un trichechino, un paperotto, nell’apparente ed iniziale adesione alla fiaba che attribuisce agli animali i caratteri umani. Ciò che traspira da subito è il non senso delle esigue trame, laddove i genitori sono sempre crudeli e incuranti della prole, dove la morte avviene sempre in circostanze grottesche e dove ogni azione è inutile e controproducente. La mamma passera sembra insegnare al piccolo a volare e si allontana per non tornare più, la papera, per insegnare a nuotare al paperotto, si schianta in maniera rocambolesca e tutti i personaggi sono travolti dall’assurdità dei loro intenti e delle circostanze.  
Le fiabole si incatenano a canzoni sempre famose e immortali che ne sottolineano l’ironia, riprendendone le ultime parole o la somiglianza con le situazioni.  La mamma passera abbandona il passerotto e la canzone che segue è “quando quando quando”, il pescatore viene picchiato dalla moglie dai capelli ricci, che verrà da lui buttata in mare, e subito inizia “la donna riccia” di Modugno.  
Un continuum di esempi di assurdità, egoismo ed incomprensione interpretati in modo giocoso e irresistibile, cantati e recitati in un circo dove la peggiore immoralità diventa divertente e strappa la risata. Gino Capogna ed Andra Negruzzo si rubano, l’uno con la voce, l’altro con la musica, i tempi e la scena in una dialettica scherzosa e riuscita, creando, anche sul piano della loro interazione, l’assurda e pungente ironia che caratterizza le feroci storielle.
Uno spettacolo divertente e ben interpretato da due protagonisti che sanno interagire anche con il pubblico e rendere credibili e interessanti frammenti di narrazione caustica.

Con “Le fiabole” è iniziata la rassegna “Settembre”, organizzata dall’associazione culturale Max Aub  presso il  circolo “La casetta” di Alessandria, che durerà sino al 2 dicembre. Domenica 10 novembre sarà la volta de “Il sogno di Buttercup” , una storia  fiabesca, ironica e romantica di vero amore con Laura Bombonato alle parole, Gino Capogna e Cristiano Tibaldi all’improvvisazione musicale. 

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