Con calma.. senza alcuna fretta .. andiamo avanti con il dizionario…
C
chi (p. interr.). chi?
chic (agg. indef. [pron. m. chic-a-d'eun; n. chic-còs]. qualche.
chichè (v.tr.) prendere, afferrare
chinchè (s. m.[dal franc. quinquet ]). lumiera, lampadario.
chìpju (s.m.) omosessuale.
chiqué (s. m. [der. prob. da chi ch'u j'è] vedetta, luogo alto costruito in mezzo alle vigne, dove si colloca chi fa la guardia all'uva.
chiri (s. m.). mantello con maniche.
chirla (s.f.) trottola.
chitàra (s. f.). chitarra. Volg., anche gaba.
chmè>cmè
ciabòt (s. m.). baracca, casa modesta.
ciaciarè (v. intr.). chiacchierare.
ciaàciari (s.f.) chiacchiere, discutere su argomenti futili, di poca o nessuna importanza, pettegolezzi.
ciammarlè > ciaramlè
ciambra (s. f.). fischiata, derisione strepitosa fatta contro altri con fischij o grida.
ciambrän-na (s. f.[dal franc. chambranle]). intelaiatura di uscio o finestra.
ciamè (v. tr.) chiamare; chiedere.
ciapa1 (s. f.). toppa, pezzo di panno lino, lana, o altro che si cuce in sulla rottura di vestimenta, o di che sia d'altro di simile stoffa. # ciapa da strugè u rasù = barbetto o barbino, pezzo di pannolino, su cui si va nettando il rasoio nel far la barba.* Fig: pezza, riparo eseguito alla bell'e meglio. # Bütej 'na ciapa = aggiustarla alla meglio.
ciapa2 (s. f.).chiappa, natica > cü.
ciapacän (s. m.). accalappiacani.
ciapaciapa (s.f.) molletta, pinzetta ferma biancheria, anche gran confusione.
ciapamùschi (s. m.). carta moschicida, striscia di carta collosa che intrappola le mosche che vi si posino sopra, e serviva di solito per proteggere vivande o la stessa tavola.
ciapaquaji (agg. e s. m.). ingenuo, che si lascia facilmente abbindolare.
ciapè (v. tr.). prendere, raggiungere; nel primo caso dicesi ciapa succhÏ = prendi questo; nel secondo: cur, t'al ciapi ancura = corri, che lo raggiungi ancora.
ciapèla (s. f.). mezzana; essa è simile al mattone, ma di minore grossezza. Se ne sogliono ammattonare i pavimenti delle stanze.
ciapén (agg.). furbo, astuto. * Per ant. il Diavolo. #savéini pù che Ciapén = esser più furbo del Diavolo.
ciapiléra (s.f.) tagliere, tavola di legno duro su cui si trita con la mezzaluna
ciapòt - ciapùt (s. m.). pasticcio, pottiniccio, qualsiasi lavoro donnesco mal fatto, sie esso di calza o di ricamo o d'altro simile. * per estens. pasticcio, lavoro eseguito confusamente e affrettatamente.
ciapotè (v. intr.) . cincischiare, far male alcuna cosa, guastarla per mancanza di abilità o pratica.
ciapp (s. m. pl.). uova sode, che, divise in due, mangiansi in insalata. * cocci, pezzi di vasi di terra cotta o maiolica rotti; s'usa dire perciò ad un saccente romp nénta i ciapp = non rompere le scatole. * Fig. volg natiche.
ciappacän > ciapacän.
ciappè > ciapè.
ciapùlla (s. f.). pesca o mela spaccata per metà e disseccata. Plur. ciapùli.
ciapülè (v. tr.). tritare con la mezzaluna.
ciapülóura (s. f.). Mezzaluna, specie di coltella curva, tagliente dal lato convesso, e i cui due capi, che finiscono in còdolo, sono ficcati e ribaditi in due impugnature o manichetti di legno verticali. Essa si adopra dimenandola sul tagliere con ambe le mani a modo d'altalena.
ciarabatlè > ciaramlè.
ciaràfi - ciarafuli (s. f. pl.). bazzecole, piccole masserizie.
ciaramlè (v. intr.). trattamellare, perdersi in ciance.
ciarlatón (s.m.) ciarlatano, persona di poca credibilità.
ciarluchè (v.tr.) agitare
Dialët Lissandrén – Premessa: clicca qui (premessa di Piero Archenti)