Sarà un paese per vecchi. Di nullafacenti e specchi. Di stage subpagati e musei perfetti. Un paese di passi avanti e progetti. Di detti e di fatti. Sarà un paese di opzioni. Di degenerative relazioni. Amici degli amici, timidi e pazzi. Che se una piace a tutti è una strangolacaxxi. Un paese di esterofili e modaioli. Di gente con le fissazioni e congiure massoniche in ogni cosa. Sarà il paese della sposa. Della lotta morbosa. Della riproduzione totale del sistema globale a livello amatoriale. Sarà il paese che istaisulcaxxo ma non so fare altrimenti. Il paese dell'apri-il-cu** e stringi-i-denti. La terra dei malpensanti. Dei falliti e dei medici curanti. Dei caccalnaso indottrinati. Delle quaestio e dei tarantolati.
Sarà il paese degli invertiti e degli invertebrati. Del meridione ai condannati. Del cuore che rulla nel tamburo. In cui giochi se sei duro e puro ma vinci se a letto sei duraturo. Sarà il paese che capisci cos'è il fumo. Lontani dalla terra di nessuno. Quel posto in cui tutto è di ognuno. Il paese che sei il nome sul citofono. Che sei comunista basta che hai un microfono. Sarà il paese della vita pipistrellesca. Dell'amo e dell'esca. Di immondizia e raccolto nel piatto mal cotto. Sarà un paese morto. Per fortuna lo stop è corto. Nel vagone del treno, il tempo di una fermata. Indovina il paese del freno e cambia questa generazione di solo andata.