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rassegna Martedi All'ambra: 11 gennaio 2011 Daniele Ceva da Colorado Cafè!

Riparte martedì 11 gennaio presso il cinema teatro Ambra di Alessandria la rassegna di teatro e musica I martedì all'ambra.
Si tratta di una manifestazione ormai giunta alla IV edizione che vede alternarsi sul palco alessandrino undici spettacoli di gruppi professionisti e non: Daniele Ceva Mauro Pirovano, gli Yo yo mundi, Massimo Poggio i nomi conosciuti al grande pubblico ma anche gruppi non professionisti come il teatro del rimbombo, il nuovo palcoscenico di Casale, il piccolo teatro instabile di Rivoli, i dispari di Alessandria e altri ancora.
Lo spettacolo di apertura vedrà in scena il noto attore valenzano Daniele Ceva, protagoniosta di Colorado Caffè, con lo spettacolo Live and in person. Ceva propone una carrellata di personaggi che a turno so impadroniscono del suo corpo: da Padre Clonide con il suo a assurdo vangelo all'Anziano Alfredo Sigela, che si muove con fatica in un mondo di giovani.
Insomma, come dice il comico di se stesso si tratta di monologhi e personaggi sul quotidiano reale e surreale, per capire il perché di tante cose o forse per non capire nulla, sicuramente per ridere di tutto! Poi ovviamente dipende da Lei, Egregio Signor Pubblico... Daniele Ceva è qui per servirla!
Alla fine dello spettacolo per rendere più conviviale la serata il pubblico sarà omaggiato di un piccolo buffet.
Cinema teatro Ambra
Viale Brigata Ravenna 8
Inizio h 21
Ingresso 8 euro, ridotto 5 (anche con BlogAL Card)
Info:martediambra(chiocciola)gmail.com
tel. 0131-252079
FB: martediallambra

4 commenti:

  1. Incoraggiante inizio per la quarta rassegna de "i martedì all'ambra" ieri sera con lo spettacolo di Daniele Ceva, "Live and in person".
    Ho avuto l'occasione di conoscere il comico valenzano da vicinissimo alla scorsa festa del borgo, a casa di Gigi, dove ha commentato i "Felinico 3" della compagnia Max Aub: è tale e quale nella realtà, anzi, di più! da spanciarsi dal ridere, risate sane di un umorismo semplice, surreale, demenziale, colto e sceintifico.
    Ho avuto la riconferma che è un vero comico, capace di ironizzare su tutto, e di improvvisare.
    Vedo molte potenzialità nel suo personaggio.
    Esilaranti i racconti della rissa tra vecchietti a mugarone, tutti in coda al suo negozio, e con lo stesso numero in mano datogli appositamente uguale per il gusto di vederli scazzottare; oppure le uscite per shopping con la moglie al centro commerciale, dove lei è un fauno leggiadro e felice, svolazzante e compratore di qualsiasi stronzata, mentre lui è succube della moglie e se si osa soltanto, di nascosto, come tutti gli altri mariti, ad afferrare una mozzarella, suona la sirena e la moglie plana dal cielo e con voce acidissima gli dice di stare attento alal data di scadenza…
    Oppure mi ha fatto venire le lacrime agli occhi la scena di lui, sempre Fernando Degliabba, con quella camicia demodè, e quella ehhhre alessandhrina… che racconta le vicende di un suo amico inventore della macchina del tempo… con cui vanno indietro (si , ma cinque minuti avanti) al momento dell'ultima cena, e stranamente vedono gli apostoli tutti seduti da una parte sola del tavolo (! come nel quadro…) , casinisti come pochi, cenare con quel poco che c'era (pane e vino). Un vecchio si intravvede in sala, ad osservarli: è Leonardo Da Vinci, che li aveva preceduti con la sua macchina del tempo.
    Gli apostoli ad un certo punto porgono un pennello a Leonardo, e con una gestualità moderna e sgamata, gli dicono se per caso può far loro un .. ritratto… tutti insieme (facendo intendere una foto)..
    Il problema di Leonardo è che era lennnto , ma lennnto, e perfezionista, per cui ha rifatto più e più volte il ritratto.. la prima volta è venuto male perché ha dipinto tutti con gli occhi rossi….. la seconda volta ne è venuto uno sfuocato….. (sempre con la sua gestualità ariosa) … ecc… la scena finisce a casa di Lenardo a gustare un buonissimo succo di acqua marrone prodotto dalla spremitura di una cialda…. Nuova invenzione, che ha chiamato Caffè.
    Giuro che avevo le lacrime agli occhi…

    Osservazioni sparse:

    interessante notare che Ceva inserisce un elemento nuovo nella comicità cabarettistica: la scienza. Sembra di capire tra le righe che gli interessi molto, tra l'altro lo dice chiaramente, ed è un campo ancora inesporato.

    Mi è un po' dispiaciuto non vedere gli altri personaggi annunciati sul libretto de "i martedì all'ambra" .. ceva ha fatto un solo stacchetto musicale, e si è cambiato camicia, da Fernando Degliabba si è impersonato in un altro carattere a giudicare dalla camicia più sobria, ma non ha annunciato il suo nome, e il suo modo di interloquire è rimasto uguale, così pure come i temi, per cui non ho capito la differenza tra i due.

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  2. Credo che spaziando dai presepi cinici alle coppie al supermercato, ai vecchietti di mugarone, ai viaggi nel tempo , Ceva abbia un potenziale della madonna, e gli auguro di rinnovarsi sempre e di avere un grande successo, sulla scia un po' di Gene Gnocchi e Milani, quella comicità strampalata, surreale, fatta di paradossi e assurdità tratte dal quotidiano, e girate e rigirate interagendo molto col pubblico.

    La scaletta dello spettacolo è stata stravolta, lui stesso ha letto il "copione" escalmando "ma che cazzo avevo scritto, beh, questo non c'era, l'ho messo io ora, amen. Grande capacità di inmprovvisazione, anche se alcune battute facevano parte del suo best ("mio padre era talmente risparmiatore che una volta si è fatto mettere in coma per andare a spegnere la luce in fondo al tunnel…. " )

    Un po' troppi "cazzo" come intercalare, che mi rendo conto essere "uno di noi" talmente tanto da sentirmi veramente come lui, però io punterei a trasformare quell'intercalare un po' nervoso e forte in maniera più artistica.
    Ho contattato Daniele Ceva su Facebook , ho la sua mail e spero si metta in contatto con noi per interagire con questa mia umile recensione (un po' confuziva scritta in diversi momenti di fretta) e quella degli altri delal lista spettacoli presenti in sala che credo e spero seguiranno.
    Un abbraccio,
    Ale.

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  3. Daniele Ceva è una garanzia!
    Che bello andare a teatro, sapere che riderai e in effetti RIDI! E ridi di brutto!
    Decisamente azzeccata la serata di apertura, non che il teatro debba sempre essere solo e soltanto evasione ma la serata scaccia pensieri ci và ogni tanto!
    Sul palco Daniele è a casa sua, far ridere gli viene proprio naturale.
    Qualche battuta del vecchio repertorio risentita con piacere ma anche idee nuove sempre geniali che a volte rasentano il surreale, come la macchina del tempo che vede un trio improponibile: lo stesso Daniele, l'amico lilliano e addirittura Leonardo da Vinci alle prese con l'ultima cena…
    Purtroppo non posso dire nulla di negativo!!!
    Ci è mancato molto soprattutto padre Chionide ma speriamo di rivederlo presto!
    ....
    monica

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  4. La conclusione è che, nell'ampio respiro di una serata teatrale, risalta la bravura del protagonista, libero di spaziare e di improvvisare con il pubblico. Poco conta che non siano stati rispettati i personaggi promessi nella brochure di presentazione, ciò che rimane impressa è la disinvoltura nel passare da un argomento all'altro in modo naturale ed esilarante, la ricchezza di spunti e la capacità di far ridere lo spettatore senza sosta. Vorrei sottolineare la gestualità che accompagna la narrazione: le pose plastiche, le imitazioni dei gesti dei terribili vecchi di Mugarone e la leggiadria della moglie che si muove come un fauno danzerino nel centro commerciale sono impagabili!
    Bello e divertente come solo la satira che osserva la realtà può essere. Rassegna iniziata alla grande !
    Ciao a tutta la lista.
    Nicoletta

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