Dispari presenta IL DRAGO di Evgenij Schwarz regia Paolo Scepi con Fulvio
Ferrari, Stefano Gilardone, Roberta Massobrio, Valter Nicoletta, Beppe
Ruggiero, Paolo Scepi, Irene Squadrelli e Marco Triches
Burattinaia: Sabrina Piras
un paese infestato da un potente Drago che opprime i cittadini che altro non
possono fare che accettare di essere dominati. Incapaci di un minimo gesto
di ribellione, anzi disposti a sacrificare al dominatore quanto di più caro
abbiano si imbattono casualmente in un eroe, Lancellotto, che decide di
sfidare, per amore di una giovane donna, il Drago.
Ingresso 8 euro, ridotto con la BlogAL Card 6 euro








Da: blogal-listaspettacoli@yahoogroups.com Per conto di Monica
RispondiEliminaInviato: giovedì 31 marzo 2011
A: blogal-listaspettacoli@yahoogroups.com
Oggetto: Recensione de Il Drago -I MARTEDì ALL'AMBRA
I MARTEDì ALL'AMBRA
IL DRAGO
di
Evgenij Schwarz
regia
Paolo Scepi
Testo, non conosciutissimo ma interessante, complesso, dai molteplici
livelli di lettura e dalla grandissima attualità quello scelto da Paolo
Scepi regista ed interprete a cui vanno i miei Complimenti a per la scelta
coraggiosa.
Un paese infestato da un potente Drago che opprime i cittadini che altro non
possono fare che accettare di essere dominati. Incapaci di un minimo gesto
di ribellione, anzi disposti a sacrificare al dominatore quanto di più caro
abbiano si imbattono casualmente in un eroe, Lancellotto, che decide di
sfidare, per amore di una giovane donna, il Drago.
Questa in breve la trama.
In generale trovavo alcuni attori più caratterizzati, anche in modo
grottesco,
non figurativi (i due padri, il gatto e il drago) e altri meno
caratterizzati e
più realistici, il figlio del borgomastro (Marco Triches), la giovane che
dovrebbe essere sacrificata al drago (Irene Squadrelli ) e in parte
Lacellotto (Giuseppe Ruggiero). Questo può essere un po'disorientante
secondo me perché non si capisce fino in fondo il tipo di mondo
che si rappresenta. Anche se può essere che le figure più giovani fossero
meno
stereotipate appunto perché più giovani e quindi ancora 'sane'.
Per quanto riguarda gli attori mi è piaciuto Marco Triches che ha
saputo dare al personaggio un'ambiguità interessante, non facendolo
percepire
subito come malvagio, è rimasto il dubbio fino in fondo che fosse un buono o
che
magari non fosse del tutto malvagio ma si fosse rovinato col tempo.
L'ambiguità
mi è piaciuta. Anche molto essenziale e pulito nei modi.
Poi Stefano Gilardone con quella sua faccia "di pongo" è sempre una garanzia
di ottima interpretazione come pure e Valter Nicoletta e Paolo Scepi che
nelle parti da cattivo ci sguazza sempre con piacere e gli vengono bene.
Ho apprezzato molto anche il grosso lavoro fatto sul personaggio da parte di
Fulvio Ferrari.
Se dovessi trovare "il marcio in Danimarca" direi che era un testo con
talmente tanti e tali spunti e con tanti e tali livelli interpretativi che
forse
registicamente si sarebbe potuto sfruttare di più, ma capisco non sia per
nulla facile maneggiare una tale quantità di sollecitazioni. Per fare un
esempio: il primo
incontro tra Lancellotto e il Drago ha una violenza sotterranea che avrebbe
potuto essere più sviluppata, per esempio con dei movimenti o comunque una
fisicità che rappresentasse uno scontro anche metaforico tra i due. Perché
lì
c'era una guerra di potere che si stava innescando e quindi è un passaggio
fondamentale che è stato poco sviluppato. La scena è stata invece immobile,
solo
teatro di parola e ha perso di forza e drammaticità secondo me, facendo poi
perdere di forza anche le scene successive. Il peso era lasciato
all'interpretazione degli attori.
Ma devo anche dire che certi escamotage sono stati apprezzati come la
rappresentazione dei burattini.
Una serata interessante.
Monica