PAOLO BONFANTI
CANZONI DI SCHIENA
Circolo Arci Pantagruel, via Lanza 28, Casale Monferrato
9 maggio, ore 21.00

Paolo Bonfanti, uno dei più noti e apprezzati bluesman italiani, presenterà il suo nuovo album, "Canzoni di schiena", il 9 maggio alle 21.00 al circolo Arci Pantagruel di via Lanza 28. L’ingresso è gratuito con tessera ARCI. Conduce la serata Luca Rencanati di Radio Gold. "Canzoni di schiena" è il primo album in italiano del chitarrista genovese, da anni residente a Casale Monferrato.
SCHEDA "CANZONI DI SCHIENA" (di Enrico Deregibus)
Uno pensa a Paolo Bonfanti e pensa ad un gran bluesman, allo scintillare delle sue chitarre, a tutto quel che volete e che abbia a che vedere con sette note, sei corde e cinquanta stelle. E invece no. Bonfanti Paolo da Zena è anche altro. È un attento, ispirato, per certi versi sorprendente autore di testi in italiano. Ne aveva già dato prova in un Ep precedente, "Io non sono io", così, quasi senza farsi notare, per vedere di nascosto l’effetto che fa. Ed era andata bene, molto. Bisognava prima o poi ritornare lì, a piegare senza spezzare (e non è facile) questa bella lingua che ci ritroviamo alle metriche, al mood, alle scansioni, alla "letteratura" del blues, di una musica così connaturata all’America, al suo sentire, al suo vedere, al suo essere. L’America delle strade lunghe e larghe, degli spazi aperti, dell’orizzonte, delle linee rette, l’America rapida. Lontana più di quanto dicano i chilometri dalla Liguria degli spazi stretti, delle strade scomode tra mare e monti, tra su e giù, la Liguria delle curve, della parlata stretta, la Liguria ripida.
Non era semplice, eppure questo eterno ragazzo genovese c’è riuscito. Opposti che si attraggono, forse, o forse solo un qualche denominatore comune che sta dentro alle cose, alle persone, alla voglia di riscatto, in quello che le cartine geografiche non dicono, nascondono, confondono.
Eccolo qua "Canzoni di schiena". Ad aprire e chiudere, ad infiocchettare il resto del disco, due canzoni in genovese, acustiche, con Roy Rogers e Vittorio De Scalzi, due ospiti coi fiocchi – appunto. Ed in mezzo corrente elettrica per sei ballate, affilate, e in italiano. C’è la storia di Jimmy e Maria, una traduzione da Leo Kottke, una cover dagli Stormy Six, c’è una scrittura scattante e precisa, c’è commozione, intelligenza, sorriso, indignazione, ci sono giochi con il destino, fotografie, c’è un guardarsi attorno, davanti, dietro. Belle immagini, bei guizzi (da "Il sole all’orizzonte sta dando il meglio di sé" a "Un alibi al posto del naso", da "Qui dove chi fa voto di castità vuol fare lezioni sul matrimonio" a "Erano monti nella luce", gli altri scopriteli voi) che riescono a collimare perfettamente con quelle musiche. Ma non è solo tecnica, cesello, minuzia, ricerca di parole tronche: è un fatto espressivo, è il trovare una propria via fra altre due, un proprio sentire e raccontare.
Ascoltate questo disco e, scommettiamo?, vi ritroverete a cantarle quelle liriche. Il risultato non è solo notevole, fresco, vitale, è anche, è soprattutto originale, di gran personalità. La parola giusta è "stile". Lo stile di Paolo Bonfanti. Mica ce l’han tutti.
BIOGRAFIA PAOLO BONFANTI
Genovese, classe 1960, ha iniziato a suonare la chitarra nel 1975 con alle spalle studi di teoria musicale, armonia e pianoforte. Nei primi anni ’80 si è perfezionato con Armando Corsi e Beppe Gambetta. Nell’estate 1986 ha seguito un corso al Berklee College of Music di Boston. È laureato al D.A.M.S. di Bologna con una tesi sul Blues. Dal 1985 al 1990 è stato il front man di uno dei gruppi più importanti della scena rock-blues italiana, Big Fat Mama, con cui ha inciso tre LPs (l’ultimo un doppio dal vivo), ha suonato nei principali clubs della penisola e nelle più importanti manifestazioni musicali. Con alcune leggende del British Blues, come il saxofonista Dick Heckstall-Smith (Colosseum, Alexis Korner, John Mayall), il batterista Mickey Waller (Jeff Beck, Ron Wood, Rod Stewart) ed il bassista Bob Brunning (Savoy Brown) ha formato il gruppo Downtown con il quale si è esibito in Italia ed all’estero.
Ha suonato con Fabio Treves e la sua band, con Red Wine (uno dei più importanti gruppi bluegrass europei, con i quali ha collaborato anche in disco ed ha effettuato un tour negli U.S.A. nel 2002), con Beppe Gambetta (tournée europea nell’estate 1992 con Gene Parsons, ex Byrds). A ciò si sono affiancate un’intensa attività didattica, alcuni articoli e trascrizioni per riviste specializzate, la pubblicazione per la Bèrben di Ancona di un metodo per chitarra country-rock scritto a quattro mani con Beppe Gambetta e vari lavori di produzione artistica (Fabio Treves, La Rosa Tatuata). Del marzo 1994 è la partecipazione (unico musicista italiano) alla rassegna "South by Southwest" ad Austin, Texas.
Dal 1990 si esibisce con una propria band e come solista e dal 1992 ad oggi ha pubblicato 7 cds ("On My Backdoor, Someday" è il primo) e partecipato come ospite in molti altri (Fabio Treves, Red Wine, YoYo Mundi, La Rosa Tatuata, etc.). Nel tour di presentazione del cd GAMBLERS, scritto a quattro mani con il cantautore newyorkese JONO MANSON (marzo 2003), ha partecipato ad alcuni concerti anche JOHN POPPER, mitico armonicista dei BLUES TRAVELER. Dal 2002 la band accompagna regolarmente il grande ROY ROGERS, produttore di JOHN LEE HOOKER nei suoi tour italiani. Dal 2004 è membro della super-band SLOW FEET, insieme con REINHOLD KOHL, fotografo/bassista bolzanino, ed alcuni grandi del rock italiano come FRANZ DI CIOCCIO, LUCIO FABBRI (PFM) e VITTORIO DE SCALZI (New Trolls); il primo cd "Elephant Memory" è del 2007. Nel 2009 pubblica "Canzoni di schiena", album in italiano e genovese che fa seguito a "Io non sono io", Ep del 2004.