Tutto pronto ad Asti
per il primo incontro/assemblea del neonato
Movimento per lo "Stop al Consumo di Territorio"
che si terrà Sabato 7 Febbraio
al Centro Culturale San Secondo (via Carducci 22/24, ore 16).
Un incontro atteso che giunge a distanza di solo un mese e mezzo dall'avvio spontaneo di questa campagna nazionale sospinta dal tam-tam della rete web e ad appena quindici giorni dall'altrettanto istintiva prima sua assemblea nazionale di Cassinetta di Lugagnano, il Comune milanese che è diventato l'emblema e la concreta testimonianza di come un'amministrazione municipale possa essere gestita, attraverso un percorso partecipato con i propri cittadini, anche facendo a meno delle entrate correnti provenienti dagli oneri per nuove urbanizzazioni.
Estremamente interessante sarà proprio la testimonianza di Domenico Finiguerra, Sindaco del Comune lombardo, la cui presenza pare avere stimolato anche la curiosità dei Primi Cittadini dei Comuni astigiani, che ci si augura possano essere, numerosi, presenti all'incontro.
Anche perché nell'occasione gli stimoli non mancheranno, grazie alle ulteriori testimonianze provenienti dal mondo rurale (Giorgio Ferrero, rappresentante delle forze agricole nel Cnel nazionale ed ex Presidente della Coldiretti Piemontese) e dagli esperti dell'Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l'Astigiano (in primis Marco Devecchi) recentemente co-firmatario con l'amministrazione provinciale di Asti del terzo bando di concorso per la promozione di interventi progettuali di qualità nel paesaggio e di un decalogo che disegna già una prima traccia di come i nostri paesi dovrebbero cambiare rotta nella difesa del territorio ...
Un cambio di rotta che Gino Scarsi e l'astigiano Alessandro Mortarino, primi firmatari del manifesto nazionale che ispira la campagna per lo "Stop al Consumo di Territorio", auspicano da tempo, tanto da avere lanciato questa "provocazione culturale" scaturita nella costituzione di questo Movimento nazionale di opinione per la difesa del diritto ad un territorio non cementificato.
L'incontro si profila tutt'altro che "teorico" e dovrà consentire la pianificazione di una serie di interventi per favorire l'avvio di attività sperimentali sul nostro territorio, in sintonia con le linee della "crescita zero" già felicemente abbracciate da Cassinetta di Lugagnano.
Sono, oggi, oltre 5.000 gli aderenti alla campagna nazionale e tra essi Architetti ed Urbanisti di fama internazionale (come Edoardo Salzano, Lodovico Meneghetti, Guido Montanari, Sandro Roggio, Leandro Janni e il team di Eddyburg), Divulgatori e giornalisti (quali Luca Mercalli, Maurizio Pallante, Vittorio Emiliani, Marco Preve), responsabili di Parchi e Riserve naturali, amministratori pubblici, ambientalisti, operatori sociali ...
A cui vanno aggiunti oltre 120 tra Comitati, Associazioni, Gruppi organizzati sul territorio nazionale (tra cui il Movimento per la Decrescita Felice, l'Associazione dei Comuni Virtuosi, la Rete Nazionale di Lilliput, Legambiente Piemonte e Lombardia, il Comitato per la Bellezza, Aspo Italia, l'Associazione Italiana Wilderness ...).
La campagna si sta ora estendendo in ogni angolo d'Italia e i sostenitori dello "Stop al Consumo di Territorio" intendono sollecitare ovunque una seria discussione sul superamento dei limiti fisici nei nostri territori, che coinvolga al medesimo tempo cittadini, amministratori e forze economiche.
L'analisi – sostengono i promotori della campagna – deve avviarsi attraverso la richiesta ufficiale dei cittadini ai loro amministratori - a livello di ciascun Comune italiano – affinché si sospendano i piani regolatori, le lottizzazioni in corso, le varianti in discussione ecc. e si provveda ad una necessaria e non più rinviabile opera di censimento del patrimonio edilizio esistente e sulla base di quei dati (misurati in termini di metri cubi cementificati, di abitazioni vuote e di capannoni abbandonati ovvero non occupati da attività), riconsiderare ogni tipo di pianificazione futura.
Oggi, i municipi astigiani si trovano nella condizione di deliberare l'allargamento delle loro aree residenziali, artigianali, commerciali ed industriali senza possedere alcun dato sulla presenza di strutture edificate e non utilizzate. E, dunque, su quali basi un'Amministrazione Pubblica può decidere il reale bisogno latente di nuove costruzioni sul proprio territorio ? E a quanto ammonta, percentualmente, il rapporto tra suolo cementificato/asfaltato e superfici verdi, agricole, sostenibili ?
Per questo il Movimento per lo "Stop al Consumo di Territorio" sollecita l'arresto dell'esistente, il censimento preventivo, il monitoraggio attento e, con dati finalmente misurati e misurabili, una seria ri-discussione della nostra comune idea di crescita, sviluppo, futuro.
Per questi motivi, l'appuntamento astigiano di Sabato 7 Febbraio, dunque, non è da perdere ...
Per maggiori informazioni:
www.altritasti.it
www.stopalconsumoditerritorio.it
info@stopalconsumoditerritorio punto it