LEO GULLOTTA PORTA IN SCENA PIRANDELLO
CON L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU'
Un altro grande appuntamento al Teatro Comunale di Alessandria MARTEDI' 15 APRILE con L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU' di Luigi Pirandello, commedia tragica scelta da Leo Gullotta per il suo ritorno al teatro di prosa nella primavera del 2005,in tournée nelle maggiori città italiane per la terza stagione teatrale consecutiva. Un successo travolgente per l'attore siciliano, in forma smagliante nell'interpretare il professor Paolino.
In scena accanto a Leo Gullotta, Carlo Valli e Antonella Attili con Gianni Giuliano. La regia è di Fabio Grossi, le scene e i costumi di Luigi Perego, le musiche di Germano Mazzocchetti, le luci di Gigi Saccomandi.
La commedia è tra le più rappresentate e meglio accolte dal pubblico, probabilmente per le sue esteriori apparenze di pochade che ne nascondo l'intima drammaticità e il suo più valido e intrinseco significato: quello di una satira graffiante delle ipocrisie e del perbenismo borghese, satira che la rende attuale ancora oggi a ottantacinque anni di distanza. Tratta dalla novella Richiamo d'obbligo, fu rappresentata per la prima volta nel maggio del 1919 dalla compagnia di Antonio Gandusio, e ben presto tradotta e messa in scena anche all'estero: in Spagna, Polonia, Ungheria, ma anche a Berlino e a Praga, ad Atene e a New York e, nel 1931, a Parigi con Marta Abba. Un successo insperato, visto il dissenso della "prima milanese" e la rimozione dalle scene italiane durante gli anni del fascismo di questo testo considerato "triviale". Tuttavia nel 1922 il critico Silvio D'Amico esprimeva un giudizio favorevole: "Tutto è trattato con spirito originale, e in tutto s'avverte un sapore acre e nuovo non conosciuto nel nostro teatro prima che Pirandello v'apparisse". Ma dagli anni Cinquanta, "l'iniezione di veleno" di quest'opera, considerata da Pirandello stesso "una delle più feroci satire che siano mai state scritte contro l'umanità e i suoi valori astratti", non offende più ed è un susseguirsi di successi.
L'intreccio è molto semplice: il "trasparente" professor Paolino (l'uomo), un insegnate onesto e rispettabile, dopo aver reso madre "la virtuosa signora Perella" durante una delle frequenti assenze del marito ammiraglio, costringe quest'ultimo, infedele e insensibile al fascino della moglie, e perciò definito "la bestia", a compiere – contrariamente al suo solito – il proprio dovere coniugale: mezzo per raggiungere tale scopo una torta afrodisiaca appositamente preparata.
In un susseguirsi di scene non prive di angosciosa suspense per i due amanti, la vis comica di Pirandello emerge pienamente: il nascituro avrà un padre legittimo, la virtù della signora Perella e la rispettabilità del professor Paolino continueranno ad essere inattaccabili!
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