martedì 18 novembre Spettacolo La Rigenerazione al Teatro di Valenza

Un grande maestro della scena italiana quale Gianrico Tedeschi è protagonista de La Rigenerazione, bella commedia sveviana in scena al Teatro Sociale di Valenza martedì 18 novembre p.v.

Allestito dalla compagnia goriziana A.Artisti Associati assieme al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, l'importante progetto produttivo è stato affidato all'esperta mano registica di Antonio Calenda, che ha sentito fortemente il fascino delle potenzialità anticipatrici del pensiero di Svevo, della sua scrittura complessa, talvolta tortuosa eppure anche profondamente poetica, densa di senso e percorsa da ricche e mai scontate vene d'umorismo.

La Rigenerazione rappresenta una summa straordinaria di tutto questo: una commedia brillante, lievemente surreale nel disegno delle tante, splendide figure che la animano, eppure legata fortemente nelle ispirazioni alla realtà della Trieste di primo Novecento, e contemporaneamente illuminata da intuizioni di respiro talmente ampio e anticipatore da porre Svevo in una posizione affine ad autori europei coevi.

La linea dell'appartenenza culturale, della "territorialità", dell'identità che chiaramente si delinea nell'opera sveviana, si intreccia dunque a quella che ci fa ravvedere nell'autore triestino il creatore del più grande romanzo psicanalitico dell'ultimo secolo, il critico e sarcastico analista dell'"uomo in crisi" colto in tutta la sua fragilità, nell'inettitudine davanti alle cose della vita, e osservato, magari con minor drammaticità rispetto al coevo Pirandello, ma con uguale, implacabile coerenza filosofica.

La Rigenerazione è l'ultimo e certamente il più riuscito dei suoi lavori drammaturgici: ricco – come gli altri testi – di implicazioni psicologiche e culturali, si incentra sull'intenzione del protagonista, l'ultrasettantenne Giovanni, di sottoporsi a un'operazione che gli consenta di ringiovanire. Un ringiovanire che non è banalmente sinonimo di rifiuto della vecchiaia, ma attraverso il quale Giovanni vorrebbe recuperare la libertà dal rigore soffocante del suo matrimonio, dal conformismo della sua vita borghese: una situazione nuova di ampi orizzonti e mai vissuta prima. Una volta recuperata l'energia vitale però, Giovanni non può non tener conto della propria consapevolezza, della moralità e della responsabilità e decide di restare al suo posto di pater familiae.

Antonio Calenda ha ambientato la commedia in uno spazio che con essenzialità rimanda a un interno borghese, pronto costantemente a destrutturarsi nella evanescente materia del sogno e si è affidato per il suggestivo allestimento a Pier Paolo Bisleri per la scenografia, a Stefano Nicolao per la creazione dei costumi, alla collaborazione di Germano Mazzocchetti per le musiche e di Nino Napoletano per il disegno luci.

Affiancano Gianrico Tedeschi, Lidia Kozlovich, Sveva Tedeschi, Carlo Ferreri, Fulvio Falzarano, Francesco Benedetto, Gianfranco Candia, Zita Fusco, Ivan Lucarelli.

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