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LUNEDÌ 29 NOVEMBRE "LE SORELLE MARINETTI" AL SOCIALE DI VALENZA

Appuntamento lunedì 29 novembre alle ore 20.45 al Teatro Sociale di Valenza con lo spettacolo Non ce ne importa niente delle Sorelle Marinetti.

Non ce ne importa niente non è un semplice concerto, ma una vera e propria pièce di teatro musicale, che propone allo spettatore un viaggio temporale a ritroso, verso gli anni ‘30.
Anni di grandi inquietudini, per l’approssimarsi all’orizzonte di nubi nere, ma anni anche di voglia di evasione e di spensieratezza che, grazie alla scuderia di autori, cantanti e direttori d’orchestra dell’Eiar (l’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, da cui, come araba fenice, sarebbe nata la RAI) ha prodotto un repertorio di canzoni che ancora oggi mettono buon umore.

Le Sorelle Marinetti, accompagnate dal vivo dall’Orchestra Maniscalchi e sostenute dall’ugola d’oro del cantante Gianluca De Martini, sono le grandi interpreti di questo viaggio.
Un accattivante e impertinente trio di “ragazze”che, affascinate dall’esperienza artistica e umana del Trio Lescano, si calano nei panni di tre signorine degli anni ‘30, con tanto di tailleurs e cappellini, per raccontare con gustosi sketch la società del tempo ed interpretare, in perfetto falsetto e canto armonizzato, i più grandi successi swing di quegli anni, come “Tuli tulipan”, “La gelosia non è più di moda”, “Pinguino Innamorato”.
Se sul piano artistico si possono considerare come un tutt’uno, sul piano caratteriale le tre “sorelle” sono davvero una diversa dall’altra: Turbina, la maggiore, è la più saggia e posata; Mercuria, la mediana, più ingenua e sognatrice; Scintilla, la minore, più sfacciata e birichina.

I testi dello spettacolo sono di Giorgio Bozzo, che segue la produzione per P-NUTS S.r.l. e la regia è di Max Croci.

Le Sorelle Marinetti sono: Nicola Olivieri (Turbina), attore e corista lirico; Andrea Allione (Mercuria), attore, cantante e coreografo - si occupa anche delle coreografie dello spettacolo - e Marco Lugli (Scintilla), cantante e attore, diplomato ai Filodrammatici.

L’Orchestra Maniscalchi, diretta dal Maestro Christian Schmitz, che ha curato anche gli arrangiamenti e le trascrizioni del repertorio, è composta da ottimi musicisti jazz: Chicco Maniscalchi (pianoforte), Riccardo Tosi (batteria), Paolo Dassi (contrabbasso), Pierluigi Petris (chitarra) e la sezione fiati di Alberto Ferrari (clarinetto e sax), Riccardo Gibertini (tromba) e Alberto Bollettieri (trombone).

Sponsor della stagione 2010-2011 del Teatro Regionale Alessandrino è Alegas, Gruppo Amag Alessandria.

INFO: Fondazione Teatro Regionale Alessandrino Uffici, Via Savona 1, 15121 Alessandria, tel. 0131 52266 www.teatroregionalealessandrino.it ; Teatro Sociale di Valenza, Corso Garibaldi 58, tel. biglietteria 0131 942276

1 commenti:

  1. Anonimo14:55

    Le sorelle Turbina, Mercuria e Scintilla Marinetti (al secolo Nicola Olivieri, Andrea Allione, Marco Lugli) si sono presentate sul palco alle 21:10 (un po' di ritardo per lungaggini in biglietteria...) per presentare non un semplice concerto, ma una vera e propria storia dell'epoca: gli anni '30 e '40, osservati dal punto di vista dell'artista, del musicista, del cantante (o della cantante!), che si trovava a quei tempi a metà tra un mondo in esplosione, con la diffusione della radio, il grande cinema e un altro mondo, sempre in esplosione, ma per ben altri motivi.
    Lo spettacolo ha permesso di ricordare, tra vari aneddoti e curiosità, grandi autori e interpreti del passato, rigorosamente italiani e anche, con una piccola parentesi, di spiegare tecnicamente il canto armonizzato tipico di quei tempi e ripreso dalle sorelle, ognuna ben caratterizzata, teatralmente parlando (la giovane sbarazzina, la mediana in cerca dell'amore e la maggiore, più seria e riservata); il confronto principale, dopo aver parlato anche dei primi gruppi vocali femminili, quali le americane Boswell Sister negli anni '20, è stato con le sorelle olandesi Leschan, italianizzate all'epoca, autarchicamente, con il nome di Trio Lescano, sicuramente un punto di riferimento per le Sorelle Marinetti.

    La parte musicale era formata da una porzione dell'Orchestra jazz/swing Maniscalchi: piano, contrabbasso, batteria, clarinetto/sax: sul flyer erano riportati anche tromba e trombone ma saranno elementi destinati probabilmente a palchi (e cachet) più grandi; in alcuni brani, su tutti il famosissimo Pinguino Innamorato (Guarda, guarda, guarda il bel Pinguino innamorato... un vero dramma, ho scoperto che poi si spara sul pack che fa crack!!!!) era presente anche un cantante, Gianluca De Martini (con una barbetta incolta poco consona al periodo storico...).

    Nota tecnica: lontanissimi dall'essere drag queen e con arrangiamenti dei brani ripresi fedelmente dalle versioni originali, non mi è sembrato azzeccatissimo l'utilizzo di strumentazione "moderna", e mi riferisco soprattutto ai microfoni utilizzati per le voci; questo distacco dai toni originali ha però permesso un migliore ascolto (non "citofonico") delle parti parlate e recitate.
    L'acustica in sala era ottima, e si percepiva a pieno la delicata dinamica dei tempi (senza voler far pubblicità al service, Service&Recording di Fabio Coscia!!); il trio ha cantato molto bene, con pochissime sbavature (ho notato solo il finale di un brano un po' infelice, ma nulla di che...).

    Nota "emotiva": a fine spettacolo il produttore è salito sul palco per spiegare la nascita del progetto, da un CD pescato in un cestone all'Autogrill ai palchi di tutta Italia, con l'ideazione di uno spettacolo ad hoc, scegliendo dei personaggi maschili "rivisitati" in chiave femminile; quando ho appreso questa storia ci sono rimasto un po' male, perchè ero convinto che il trio fosse un incontro di persone affascinate e amanti del genere, non un "semplice" progetto a tavolino; questo comunque è un segnale della buona riuscita dello spettacolo, visto che i personaggi erano assolutamente inseriti e contestualizzati nell'epoca.

    Seconda nota "emotiva": mi sono pentito di non aver organizzato la serata insieme a mia nonna, di quasi 82 anni, che avrebbe sicuramente apprezzato tutto e mi avrebbe emozionato ulteriormente.

    Lele

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