Domenica 7 marzo, al Teatro Comunale di Alessandria, Morgan, al secolo Marco Castoldi - senza dubbio uno dei cantautori, interpreti e musicisti di maggior talento sulla scena italiana - si esibirà in un concerto dai toni minimalisti e intimisti, solo voce e pianoforte.
In scaletta brani dell'ultimo disco Da A ad A, oltre che dal precedente Canzoni dell'appartamento ed il suo best E' successo a Morgan. Non mancheranno quindi omaggi e cover, dalle canzoni dei Bluvertigo ai cantautori liguri, vera passione di Morgan: Tenco, Bindi e soprattutto De André, del cui album Non al denaro, non all'amore né al cielo (ispirato all'Antologia di Spoon River) nel 2005 ha fatto un remake integrale.
Nel 1986 inizia il suo sodalizio musicale con Andrea Fumagalli (detto Andy), con cui, unitamente a Sergio Carnevale e Marco Pancaldi, poi sostituito da Livio Magnini, fonda i Bluvertigo. Nel 1995 il gruppo pubblica il primo album, Acidi e basi, cui fanno seguito Metallo non metallo (1997) e Zero (1999), che chiude la cosiddetta trilogia chimica. Pop Tools è l'album più recente del gruppo; si tratta di raccolta di successi che contiene alcuni inediti, tra cui L'assenzio, brano con il quale la band ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2001.
Numerose sono state le collaborazioni artistiche di Marco Castoldi con artisti di fama, fra cui Franco Battiato in Gommalacca, Antonella Ruggiero in Registrazioni moderne, Alice in Exit, i Subsonica in Microchip emozionale, Cristina Donà in Nido. Ha inoltre prodotto l'album Playback dei Soerba. Nel maggio del 2003 esce Canzoni dell'appartamento, il primo album da solista di Morgan, con il quale il cantante vince il premio Tenco. Il suo nuovo album Da A ad A, è uscito ad aprile 2007 e dal 2008 partecipa come giurato alla trasmissione X Factor di Rai 2.
"Da A ad A suona come un'opera rock, come un disco in technicolor che cambia di continuo tonalità cromatiche, mantenendo chi ascolta all'interno di un caleidoscopio di suoni e colori che sembrano fuggire verso l'eterno delle canzoni, per poi tornare al loro interno; racconta dell'impossibilità di sottrarsi a se stessi o dal "buco nero" che con la sua forza gravitazionale ci assorbe e imprigiona, ma al tempo stesso sottolinea l'aspetto romantico di questa situazione di eterno ritorno."
A proposito di Non al denaro, non all'amore né al cielo Morgan racconta: "La prima cosa che ho pensato quando nel 1999 è morto Fabrizio De Andrè è stato: 'ora dorme sulla collina'. La mia versione di quest'opera si attiene 'quasi-fedelmente' all'originale, cioè non è una libera e personalissima rivisitazione 'alla moda sonora contemporanea', tantomeno una trasformazione-deformazione che avrebbe condotto ad un totale stravolgimento. Ho agito nel rispetto, mosso da curiosità e desiderio analitico verso la cosa per ciò-che-è e non per ciò-che-potrebbe-essere
e ho operato una sorta di ricostruzione filologica, soltanto filtrata inevitabilmente dai miei gusti, mezzi e possibilità... Considero questo lavoro come la mia prima prova da interprete, e non solo vocalmente, poiché qui ad essere reinterpretati sono proprio gli arrangiamenti, la produzione musicale e il suono, il disco nella sua totalità.
Inizio spettacolo ore 20.45
INFO: Fondazione Teatro Regionale Alessandrino Uffici: Via Savona, 1 15121 Alessandria Tel. 0131/52266 Fax 0131/325589 www.teatroregionalealessandrino.it
TEATRO COMUNALE DI ALESSANDRIA, Viale della Repubblica; tel. biglietteria 0131 234240;
TEATRO SOCIALE DI VALENZA, Corso Garibaldi 58 Valenza (AL); tel. biglietteria 0131 942276.








Dal nostro inviato
RispondiEliminaErano le 21.00 di domenica 7 Marzo 2010 quando si è aperto il sipario su Morgan al Teatro Comunale di Alessandria.
Il titolo dello spettacolo era “Morgan solo”, solo con la sua irriverenza, solo con i suoi difetti, solo con i suoi mille strumenti ma soprattutto solo con il suo innegabile talento.
Un “intro” musicale interminabile, un saluto muto a pubblico e un ingresso fuori dalle righe, con la sua sigaretta accesa che non ha abbandonato nemmeno per suonare il suo pianoforte e che, naturalmente non poteva che cadergli decine di volte durante l’esecuzione.
L’occhio di bue illuminava il pianoforte a coda e faceva scorgere le due chitarre sul fondo, la clavietta, la tastiera, il cayon, lo xilofono e il pc con le sequenze che hanno fatto da tappeto a tutti i brani della serata.
Nei primi pezzi nessuna parola regalata, solo la sua voce roca e intensa prestata a brani in inglese e in italiano, con l’unica costante della drammaticità dei testi e l’intensità dell’esecuzione. I primi interventi con il pubblico sono avvenuti con delle battute autoironiche sulle sue geniali imperfezioni, le quali parevano incontrare pareri favorevoli tra la folla.
Qualche commento sulla conterraneità degli alessandrini con Luigi Tenco e poi un omaggio musicale allo stesso.
Tutti i brani a seguire mescolavano generi musicali differenti, dal blues alla musica classica, intermezzati talvolta da citazioni musicali storiche. L’atmosfera rievocata da Morgan in questo concerto era lontana da quella elettronica dei Bluvertigo, ieri ci ha fatto rivivere il talento dei migliori interpreti italiani degli anni cinquanta, arricchendolo con le composizioni da genio ribelle inserendo nelle canzoni intermezzi di xilofono, clavietta, rumori campionati con l’attenzione per il dettaglio e la sperimentazione.
A fine concerto il duetto improvvisato con Fabio Cinti, altra promessa esclusa da Sanremo 2010, per restare in tema di polemiche.
Ancora un paio di brani e poi il saluto finale al pubblico del Teatro Comunale di Alessandria, che è sembrato aver gradito ancora una volta le stranezze, le debolezze, l’ironia, l’affabulazione geniale di Morgan..solo.
Arrivo e morgan sta cantando una canzone in inglese. Nulla di nuovo, si intende, ma morgan porta una cosa importante con se: la sua sensibilità e la sua musica, uniti dalla sua cultura. E’ capace di affrontare ogni tipo di discorso musicale con estremo piglio filologico, oppure con l’estro e la “pazzia” dei più importanti sperimentatori d’avanguardia, ma con un gusto, o un retrogusto squisito per la canzone d’autore d’altri tempi. Omaggia tutti, “teCno”, tenco, come lo chiama lui, jannacci, de andrè, modugno, lennon, i depeche mode, battiato, altri. Il suo è uno spettacolo completo, intermezza i brani con gag da cabarettista, parla col pubblico, parla con se stesso, parla con un altro io con un accento dialettale, gli (ci) spiega i significati delle parole delle sue canzoni, campiona suonini dal vivo, fa versi, perquote di tutto, crea loop, ride, curiosa davanti a noi come fosse a casa sua, prova e riprova finchè non è soddisfatto, ogni tanto si volta verso il pubblico, complice, fumettistico, poi trova il loop giusto, si incastra tra i cavi sul palco e deve chiedere aiuto al tecnico per districarsi, risate. Ma quando attacca le sue canzoni…d’improvviso generatesi da quel magma confuso e pasticciato di facce, suoni e grovigli di strumenti sul palco.. arriva la pelle d’oca. Grandi canzoni d’autore, di un autore che merita un posto insieme ai suoi idoli, per la profondità delle parole, per la freschezza degli arrangiamenti, per la sua intimità spiattellata senza filtri davanti alle nostre orecchie, e stavolta anche agli occhi, per il sangue vivo che scorre quando parla del SUO amore, asia argento, attraverso le strofe mozzafiato, mi emoziona moltissimo! La voce è roca, devastata, ma con un fascino terribile, ha mestiere, ce la fa, tutta la sera, anceh se sarebbe la serata da divano, coperta e dvd, dalle nove a mezzanotte, pur con i suoi intermezzi alla celentano. Suona i suoi brani, cita Volare all’interno di Altrove, per me una perla della musica italiana. Mi fa pensare che un concerto dei suoi sia unico e irripetibile, senza replica, senza bis, come chiede alla fine, ho la sensazione di assistere davvero ad una cosa unica e rara, sono felice che esista morgan nella musica italiana. Poi ospita un suo amico sul palco, altro escluso da sanremo. Disastro cosmico epocale su tutti i fronti. Liquida così la questione, ride, e duettano. La sua musica non gliela toglie nessuno. Alla fine la sensazione è che abbia cantato meno pezzi di quelli che avremmo voluto sentire, come sento dai commenti di una carampana “bravo ma non ha dato”.. “ si bravo, ma.. “ ma come si fa a criticarlo in questo senso? È lui, è stato sé stesso su quel palco, si è donato così com’è, compresa la coca cola che da tempo non ha la coca dentro ma la beve perché GLI PIACE. Grandissimo morgan. MI PIACI. Ale
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