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Martedì 16 marzo per i martedì all'ambra Francesca e l'eroe

Riprendono martedì 16 marzo, neve permettendo, le programmazioni de i martedì all'ambra con lo spettacolo prodotto dalla Casa degli Alfieri "Francesca e l'eroe" scritto e diretto da Luciano Nattino.

Ingresso 8 euro ridotto 5

al termine, come al solito, buffet offerto dall'organizzazione.

Francesca Armosino, terza moglie di Garibaldi, d'origine astigiana, è stata testimone diretta degli ultimi tormentati anni dell'Eroe, dal 1866 alla morte di lui avvenuta nel 1882.
Così il suo racconto dell'epopea garibaldina è quello di un'umile balia piemontese diventata moglie di uno dei personaggi più importanti del Risorgimento italiano e dell'Ottocento europeo e mondiale.
L'occasione è data dalla visita a Caprera di una signora inviata dal parroco della Maddalena per sondare le intenzioni di Garibaldi circa il futuro del piccolo cimitero dell'isola fatto costruire dal Generale contro le regole ecclesiastiche e civili.
Siamo nell'anno 1880. Garibaldi ha 73 anni, Francesca 34 e lì, sull'isola, sono con lei i due ultimi figli dell'Eroe: Clelia e Manlio, avuti da Francesca all'età di 60 e 67 anni.
Francesca interloquisce con la signora e poco per volta ricostruisce gran parte della vita di Garibaldi, le imprese, gli amori …tutto ciò che è a sua conoscenza per i racconti che lui le ha fatto o per la lettura da lei effettuata delle Memorie.
Francesca, come la descrivono gli storici, è la custode vera dell'anziano Eroe. E' lei che sovrintende alla casa di Caprera, ai conti, ai lavori della campagna, al personale, alla salute di lui…da donna possessiva e innamorata, dedita e pratica. Nella nostra lettura Francesca conserva in un armadio/scrigno i principali oggetti/ricordo delle avventure di Garibaldi e tramite questi racconta, a modo suo, le tante epopee del "suo" Generale, le battaglie e le avventure nel Vecchio e Nuovo Mondo. Non mancano le curiosità, i dettagli, gli aspetti poco noti della vita dell'Eroe: un modo di conoscere, e far conoscere, la "storia patria" attraverso uno sguardo femminile, schietto e diretto.
Durata circa 1 ora e 10 minuti.

1 commenti:

  1. Anonimo09:49

    Dal nostro inviato Nicoletta

    "Io sono la custode della sua anima" , questo il ruolo accorato e sincero della Francesca Armosino, terza moglie di Garibaldi, interpretata da Patrizia Camatel. Ed è con passione , enorme orgoglio e semplice tenerezza che la protagonista ci racconta, in un monologo che presume un'interlocutrice che dobbiamo immaginare, la storia dell'eroe, rendendo viva un'epoca rinascimentale altrimenti così distante e nozionistica. All'inizio Francesca esce da un armadio-baule-scrigno dei ricordi e da esso , durante la narrazione, estrae oggetti carichi di ricordi di una vita che ha segnato un'epoca. Le sue parole sono semplici, l'accento è astigiano (luogo di origine della protagonista, assunta inizialmente come balia dei nipoti di Garibaldi) e le frasi a tratti sgrammaticate e costellate di sfumature dialettali, di donna del popolo che assorbe ciò che le viene raccontato e ne serba la memoria. Si ripercorre una vita intensa e passionale, vissuta tra due mondi, di cui testimonianza rimangono oggetti semplici come un poncho argentino, una bandiera di nave, il tricolore, la camicia rossa e le imprese dello sbarco in Sicilia dipinte sulle fiancate di un carretto siciliano. La storia è non solo raccontata, ma vissuta in terza persona da una donna devota, che ama, si commuove, si indigna e prova gelosia anche a ritroso per le precedenti avventure galanti del suo uomo. Una storia al femminile, che ha commosso anche me perché mi è sembrata vicina e vera, come sono veri il buon senso e la condivisione delle sofferenze e delle vittorie che coinvolgono sinceramente lo spettatore. Non ci si stanca di ascoltare una narrazione così schietta grazie all'ottima recitazione della protagonista, naturale, spontanea ed espressiva in ogni momento e grazie ad un testo che attualizza in modo vitale vicende cruciali della nostra storia. Spettatori entusiasti per uno spettacolo di ottimo livello.

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